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«Pronto sono Francesco, il Pontefice»

«Pronto sono Francesco, il Pontefice»

Una famiglia scrive al Papa perché preghi per il nipote, Bergoglio la rassicura contattandola di persona

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SAN POLO. Alle 10 di una mattina come tante a casa Ferrari squilla il telefono, ma dall’altro capo della linea telefonica non c’è affatto un interlocutore comune.

È Nadia, la moglie di Giovanni Ferrari, ora pensionato ma per anni segretario della casa di riposo “Sartori”, dove tuttora lavora la moglie, ad alzare la cornetta per rispondere: «Pronto...», dice la donna.

«Pronto, sono Francesco» è la risposta. «Francesco chi?...», replica Nadia. Dall’altra parte si sente una leggera risata, e dopo una breve pausa, la risposta è: «Papa Francesco...».

Si può solo immaginare l’incredulità e lo smarrimento iniziale della donna, che, subito dopo la chiamata, ha persino bisogno di ricorrere a qualche goccia di tranquillante per riprendersi.

La comunicazione telefonica con papa Francesco, racconterà poi la donna, prosegue con un tono gentile e colloquiale. Bergoglio dice di avere chiamato per rassicurare la famiglia Ferrari: ha ricevuto la lettera e ha pregato per il nipote di Nadia e Giovanni, anche lui di nome Francesco. Non solo: Papa Francesco ha pregato per tutta la comunità sampolese e ha voluto sapere il nome del parroco, don Pellegrino Tognoni.

La lettera alla quale si riferisce il Papa è stata scritta qualche tempo fa. Una missiva in cui i Ferrari si rivolgono al Papa per chiedere a Sua Santità di pregare per il loro nipotino Francesco.

A distanza di giorni Nadia, che parla di quella telefonata tanto inaspettata e di certo inusuale come di «una cosa nostra», e che non si vuole addentrare nelle motivazioni profonde della loro lettera al Papa, ne spiega così il perché: «Sentivamo di farlo, e basta».

Di certo i Ferrari non si sarebbero mai aspettati di ricevere di lì a poco una risposta, per di più telefonica, e da parte del Pontefice in persona.

Il giorno prima infatti una lettera firmata da Monsignor Peter Wells, assessore per gli Affari generali della Casa Pontificia, aveva ringraziato la famiglia per la lettera inviata al Papa, «un atto di devota confidenza» accolto dal Pontefice «con sentimento di spirituale vicinanza».

Il Papa, prosegue Monsignor Wells, «mentre invoca la benedizione della madre di Dio, di cuore impartisce la benedizione apostolica propiziatrice di ogni bene».

Abbastanza, per i Ferrari, per essere contenti. E invece, il giorno dopo, la gioia assume connotati ben diversi e insperati e arriva direttamente dalla voce di Bergoglio.

Una gioia che i Ferrari, pur nella loro riservatezza, hanno poi voluto condividere con la comunità cattolica sampolese, attraverso le parole del parroco don Pellegrino Tognoni, il quale, durante l’ultima celebrazione della domenica, ha comunicato ai fedeli la telefonata intercorsa tra il Pontefice e la famiglia; e come il Papa abbia avuto cura di pregare per tutti gli abitanti del paese. In breve tutti ne parlavano.

«Sono stato autorizzato a raccontarlo – spiega don Tognoni – Le cose sono andate così, semplicemente». Una semplicità che resta il connotato distintivo del modo di porsi di questo Pontefice.(m.f.)

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