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«Cervi era uno del paese» I ricordi del grande attore

«Cervi era uno del paese» I ricordi del grande attore

Brescello: nel convegno di ieri si è parlato della sua carriera e della sua umanità «Tra una ripresa e l’altra nei panni di Peppone andava al bar a giocare a biliardo»

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BRESCELLO. E’ emersa in tutta la sua poliedricità la figura di Gino Cervi nel corso del convegno iniziato ieri a Brescello. Non poteva che essere il paese rivierasco a ospitare un evento che ha avuto l'obiettivo di ricordare l'attore bolognese nel 40.mo anniversario della sua morte: proprio a Brescello, infatti, la figura di Cervi è tuttora amata per l'importante contributo artistico e umano fornito dall'attore nel corso delle riprese della saga di “Don Camillo e Peppone” avvenute tra il 1952 e il 1970.

In quegli anni nacque un forte legame tra Cervi e il paese, come è stato ricordato nel corso dell'incontro che si è svolto ieri mattina al centro culturale San Benedetto. Qui, le parole del sindaco Giuseppe Vezzani sono state piuttosto evocative, e hanno portato alla mente ricordi di un tempo.

«Cervi – ha spiegato – è ricordato con grande affetto dai brescellesi e sono numerosi gli aneddoti che ci legano a lui. Io allora non ero ancora nato ma mi sono stati raccontati episodi significativi. Come quando a volte, ad esempio, al momento di iniziare le riprese Cervi non si trovava, e la troupe lo andava a scovare in un bar intento a giocare a biliardo. Un atteggiamento, il suo, molto diverso da quello di Fernandel che invece viveva soltanto il set e poi si trasferiva in albergo. Sono ricordi che non ci abbandonano mai, legati a un’epoca che vide il nostro paese “sconvolto” dall’arrivo della macchina del cinema.

E’ toccato alla professoressa Giulia Tellini – studiosa dell’università di Firenze e docente di Cultura italiana a San Francisco – ripercorrere, con l’ausilio di vecchie proiezioni, la carriera di Cervi. Partito alla volta di Roma nonostante la ritrosia del padre nei confronti del mestiere dell'attore, Cervi iniziò la sua carriera nel teatro arrivando a interpretare, tra i tanti, il ruolo del figlio ne i “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, mentre in campo cinematografico fu decisivo il suo sodalizio con il regista Alessandro Blasetti, che lo diresse in diversi film.

Nel suo percorso artistico, Cervi sperimentò con successo tutte le forme di spettacolo e mostrò una versatilità unica: icona dell’anti neo-realismo, nel corso degli anni seppe passare abilmente da primo attore a caratterista comico, fino a diventare caratterista protagonista nel celebre ruolo di Peppone. E sul finale di carriera tornò a vestire i panni del primo attore, nello sceneggiato “Maigret”.

Nel pomeriggio sono quindi state organizzate delle visite ai luoghi di Brescello resi celebri grazie anche al contributo di Cervi, mentre in serata è stato proiettato, nel teatro a lui intitolato, il film “Quattro passi tra le nuvole” di Blasetti.

Andrea Vaccari

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