E’ morta Herta Eckle insegnò danza in teatro
Guastalla: la ballerina tedesca fu per vent’anni l’anima della scuola del “Ruggeri” Il ricordo dell’allieva prediletta: «Oltre alla tecnica ci aveva forgiato il carattere»
GUASTALLA. E’ morta Herta Eckle, per vent’anni amato ed imprescindibile punto di riferimento per le centinaia di allieve (ma anche qualche allievo, in primis il compianto Alberto Sassi) che danzando sulle punte si sono aperte alla vita.
Se n’è andato davvero un pezzo di storia guastallese, perché dal 1978 al 1998 la ballerina tedesca è stata l’anima della scuola di danza del teatro comunale (circa un centinaio ogni anno gli iscritti, a partire dai sei anni d’età): il saggio, a cadenza biennale, era diventato ben presto un appuntamento attesissimo dal pubblico ed Herta, meticolosa com’era, curava anche coreografie e costumi.
La scomparsa dell’insegnante 79enne è “filtrata” solo in questi giorni a Guastalla: all’inizio dell’anno non si era sentita bene a Verona (dove viveva da tempo e nella città scaligera aveva continuato ad alimentare la passione per la danza in tantissimi altri giovani ballerini) e in pochi mesi la malattia non le ha lasciato scampo. Ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita all’Hospice “San Giuseppe” di Marzana (Verona). Non si era mai sposata, lascia i fratelli Heidi e Gerd. Dopo la cremazione le sue ceneri sono state portate dai familiari in Germania. «Sono rimasta sempre in contatto con lei – ci spiega, commossa, Cristina Accorsi, per tanti anni prima ballerina al “Ruggeri” – e ho un ricordo bellissimo di Herta. Per merito suo, non smetterò mai di amare la danza. I suoi insegnamenti andavano al di là della tecnica, ti formava il carattere, sono diventata più decisa e sicura. Non la dimenticherò mai».
A 8 anni Herta Ekler – nata in terra tedesca a Ulm – cominciò ad amare la danza, 19enne fece il suo debutto al teatro stabile di Monaco di Baviera. L’Italia diverrà ben presto il luogo prediletto in cui esprimersi artisticamente (operette, commedie musicali), lavorando con famose compagnie teatrali in spettacoli che hanno lasciato il segno: “Rinaldo in campo” (di Garinei e Giovannini), “Tomaso d’Amalfi” (con Domenico Modugno), “My fair lady” e “Delia Scala Show” (con la soubrette Delia Scala), “Enrico 61” (con Renato Rascel). Calcherà il palcoscenico dei più importanti teatri italiani. Una vita davvero votata alla danza e la “sua” Guastalla ora la piange.
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