I predoni del rame tornano a colpire al Monumentale
Ormai entrano nei cimiteri indisturbati, vanno dritti alla meta e ogni volta fanno razzìa di grondaie e coperture in rame. Tra un colpo e l’altro, passano spesso poche settimane. Al cimitero...
Ormai entrano nei cimiteri indisturbati, vanno dritti alla meta e ogni volta fanno razzìa di grondaie e coperture in rame. Tra un colpo e l’altro, passano spesso poche settimane. Al cimitero Monumentale i predono del rame hanno addirittura colpito due volte in soli dieci giorni.
L’ultima volta nella notte tra mercoledì e giovedì, hanno rotto il lucchetto del cancello all’ingresso di via Guido da Baiso per poi introdursi al Monumentale probabilmente con un furgone capiente. Qui hanno rubato le grondaie in una trentina di tombe e hanno anche cercato, non riuscendovi, di staccare un bassorilievo in rame. In un’altra tomba, hanno invece tentato di portarsi via il tetto in rame che alla fine è fortunatamente restato al suo posto. I predoni questa volta hanno probabilmente avuto molto tempo a disposizione dal momento che hanno anche cercato dei cavi in rame sollevando alcune coperture.
Fatto sta che sul posto, giovedì mattina, sono arrivati gli agenti della Questura per un primo sopralluogo prendendo nota delle tombe prese di mira dai ladri.
Ma la protesta inizia a farsi sentire. Anche perché in mancanza di un custode fisso, accade che abbiano facile accesso al cimitero non solo i predoni del rame ma anche semplici ladri che si “accontentano” di portare via dalle tombe i fiori che i cari portano ai propri defunti.
E ogni giorno, le visite al cimitero rischiano di trasformarsi per i reggiani in una scoperta che puntualmente lascia l’amaro in bocca.
Nella convinzione che il Monumentale sia diventato terra di nessuno.
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