«Il crac di En.Cor sparito dai programmi elettorali»
Correggio: la lista “SìTuSì” attacca il Partito Democratico sull’ex municipalizzata «Le conseguenze del fallimento peseranno sull’amministrazione della città»
CORREGGIO. Che fine ha fatto lo scandalo En.Cor? Perché non se ne parla nei programmi elettorali? Sono domande che la lista civica SìTuSì si fa a poche settimane dall’appuntamento con le amministrative. «Sorprende – dicono – che quasi tutti i programmi elettorali dedichino poca o addirittura nessuna attenzione a tale questione e che nei programmi del Pd (e alleati), della lista “Correggio ai cittadini” e perfino di Rifondazione comunista non compaia neppure la parola En.Cor. Il Pd, che ha la principale responsabilità di questa gravissima vicenda (che ha portato alle dimissioni dell’ex primo cittadino Marzio Iotti e il Commissariamento del Comune, ndr) non ha mai fatto una seria e credibile autocritica. Questa ulteriore clamorosa omissione solleva più di un dubbio sulla reale volontà di fare davvero i conti con quel che è successo e cambiar metodo nel futuro».
E ancora: «Le conseguenze del fallimento di En.Cor si faranno sentire ancora a lungo. Poche settimane fa il giudice fallimentare ha individuato i creditori aventi diritto, per un ammontare di circa 30 milioni di euro. Una cifra che sembra lontana da quanto si potrà ricavare dagli attivi e dalla vendita dei beni di En.Cor. Rimane aperta anche la scottante questione delle lettere di patronage rilasciate dal Comune a favore delle banche che avevano concesso crediti a En.Cor quando ancora era di proprietà pubblica. E’ certo, quindi, che il Comune si ritroverà ad affrontare una o più cause legali. Questo comporta che già da quest’anno chi amministrerà Correggio dovrà prevedere a bilancio l’accantonamento di cifre importanti, sia per sostenere le spese legali sia, soprattutto, per poter far fronte a eventuali condanne. Soldi che mancheranno per garantire l’attuale livello di servizi e prestazioni o andranno reperiti attraverso un inasprimento di tasse o tariffe locali. Far finta di niente rispetto a questa difficilissima eredità lasciata dalla precedente amministrazione non è indice di serietà e di trasparenza amministrativa».
Silvia Parmeggiani
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