«Iren, che fine fanno le bollette?»
Norberto Vaccari (5 Stelle) denuncia l’operazione di acquisto del forno torinese
«Aver quotato in Borsa un bene pubblico come Agac per trovarsi a pagare i debiti di Torino, a tassi di interesse del 12,5%? Un'operazione che grida vendetta, come quella di Unievo. Basta pagare per le scelte di un friulano che porta soldi alla finanza e in Piemonte». Lo dice Norberto Vaccari, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle dopo avere appreso che «il prestito per l’acquisto da parte di Iren dell’inceneritore di Gerbido (i fatti risalgono 1l 2012) ha un carico finanziario (cioè gli interessi) del 12,5%». «Garante dell’operazione - continua Vaccari - è il fondo F2i di Vito Gamberale, partecipato dalla Cassa Depositi e prestiti in cui Fassino, il sindaco di Torino, è nella Commissione di Vigilanza. Alla faccia del conflitto di interessi». «Delrio - ricorda Vaccari - aveva sbandierato due vantaggi dalla creazioni di Iren: costi di acquisto del metano più bassi e costo del denaro inferiore. Dopo il fallimento della società Sinergie italiane, con 80 milioni di buco, che doveva comprare metano a basso costo, sul fronte finanziario è questo il risultato? Le nostre bollette vanno a pagare interessi stratosferici fuori da ogni logica per ripagare i debiti del Comune di Torino. Il fallimento dell'operazione Iren è oggi davanti agli occhi di tutti, responsabile Luca Vecchi che ha votato e fatto votare in Consiglio comunale quella scelta scellerata». Ma non finisce qua. «Anche l'operazione Unieco - aggiunge Vaccari - in cui Iren va in soccorso di un'azienda appena uscita da un concordato preventivo, e che dichiara di essere “sulla via del risanamento finanziario”, grida vendetta».
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