L’incubo delle squillo finisce in manette
Lei rifiuta il rapporto e lui la costringe sotto la minaccia di un coltello. La polizia sospetta il 25enne di altri cinque episodi
REGGIO EMILIA
L’ultimo episodio giovedì notte: la prestazione sessuale a pagamento che si trasforma in violenza sessuale, sotto la minaccia di un coltello. Ma gli uomini della Squadra mobile coordinati dal dirigente Domenico De Iesu sono convinti che non sia un fatto isolato: lungo la via Emilia, sui marciapiedi dove il sesso ogni notte viene mercificato, di episodi del genere ne sono stati segnalati altri. E Mamadou Mbengue, 25enne di origine senegalese, arrestato venerdì con l’accusato di violenza sessuale e rapina aggravata è il principale sospettato.
LA VIOLENZA. Giovedì notte la scena si è ripetuta. Sulla via Emilia, nei pressi di Cella, una Scenic si ferma a contrattare una prestazione con una giovane prostituta dell’est. Poi i due si appartano e bordo dell’auto, inizia un rapporto sessuale. La situazione, però, degenera. Perchè quando inizia qualcosa che alla donna non va più, chiede al cliente di smettere e di riportarla indietro. La reazione dell’uomo, però, è violenta: blocca la giovane con la forza, le punta un coltello, e la costringe a subire un stupro brutale. Poi, quando ha finito, si prende il suo cellulare. Per impedirle di chiamare la polizia. E non la paga. Quando la donna resta sola, però, chiede aiuto. Denuncia tutto alla polizia. E mentre lei viene portata in ospedale, parte una serrata caccia all’uomo.
L’ARRESTO. Ma le indagini degli investigatori, grazie alle testimonianze e grazie a indagini che anche negli altri capoluoghi sulla via Emilia sono avviate contro un violentatore seriale che da mesi prende di mira le prostitute, arrivano presto a individuare l’uomo. E’ a Poviglio. In stato confusionale. Racconta di essere in Italia da solo. Che la moglie è in Senegal. E di quel bisogno di “comprare” sesso a pagamento. Quello però di cui è accusato è di una violenza brutale. E per lui scattano le manette.
IL PRECEDENTE. Su di lui pesa anche una denuncia per un altro analogo fatto, accaduto a Bologna nel settembre del 2013. Dove si sarebbe mosso a bordo di una Fiesta. La vittima è una prostituta di origine nigeriana, violentata e rapinata della borsetta. «Ma ci sono altri episodi – spiega il capo della Mobile, Domenico De Iesu – uno avvenuto a Parma la scorsa estate, tre nella nostra città. E siamo in contatto con la Squadra mobile di Modena, perchè anche lì si sono registrati fatti analoghi che potrebbero essere ricondotti alla stessa persona. Non sempre le vittime hanno trovato il coraggio di denunciare».
L’uomo, che nella vita fa l’operaio ed è regolarmente in Italia, ora alla Pulce, è a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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