Gazzetta di Reggio

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Balconi esenti ma Iren applica la tassa sui rifiuti

di Enrico Lorenzo Tidona
Balconi esenti ma Iren applica la tassa sui rifiuti

Giunte diverse segnalazioni, l’assessore De Sciscio conferma: «Confusi con le logge». Giovannini: «Sanzionate l’errore»

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REGGIO EMILIA

Prima del 2013, la Tia (tassa sui rifiuti poi sostituita dalla Tares) è stata applicata da Iren anche su diversi balconi delle case reggiane nonostante fossero superfici dichiarate esenti, come previsto dal regolamento comunale. Un intoppo svelato dalle segnalazioni inviate da alcuni residenti, che hanno avuto l’accortezza di confrontare gli importi con le metrature effettive delle residenze. Il tutto è confluito in un’interrogazione presentata lo scorso aprile alla giunta comunale, con la quale sono stati chiesti chiarimenti in merito ai casi di esclusione dal tributo. Il regolamento, infatti, prevede l’esenzione per i «balconi di ogni tipo».

«Ho chiesto alla giunta in quanti casi Iren avrebbe applicato il tributo nonostante l’esclusione - dichiara Giacomo Giovannini, capogruppo di Progetto Reggio - e se si intende restituire in autotutela ai contribuenti quanto non dovuto. Senza tralasciare, inoltre, eventuali azioni da intraprendere nei confronti di Iren». L’inghippo dipenderebbe dalle valutazioni delle superfici basate sulle mappe del catasto. Attività demandata a Iren, che avrebbe però confuso i balconi con le logge, queste ultime non esenti dall’imposta. In questi giorni la giunta ha risposto per iscritto all’interrogazione, affermando che «durante la vigenza della Tia si erano avute sul punto interpretazioni contrastanti, dovute anche alle molte forme dei balconi e alla difficoltà di distinguerli dalle logge, che sono sempre state soggette a tassazione. L’azione di verifica delle planimetrie svolta da Iren e terminata nel 2013, che aveva dato luogo a molte rideterminazioni di superfici, ha sanato la maggior parte di queste casistiche escludendo i balconi. Si ricorda che la rideterminazione è avvenuta mediante comunicazione al cittadino, nella quale veniva dato un termine per aderire a quanto accertato o far pervenire le proprie osservazioni. Successivamente il principio è stato codificato in modo puntuale nel regolamento Tares, e viene ribadito anche nel regolamento sulla Tari, con formulazione ancora più chiara». Quindi, a partire dal 2013, il Comune esclude «che il tributo venga applicato ai balconi, ma possono esservi casi in cui una superficie già determinata prima del 2013 li contenga, per un possibile errore o casualità». In questi casi il cittadino ha diritto a presentare istanza di verifica per ottenere la variazione della superficie, «salvo che non vi sia stata accettazione della rideterminazione» e in quella sede «può agevolmente far rilevare la presenza nella metratura del balcone, con tutte le conseguenze in ordine all’applicazione del tributi e ad eventuali rimborsi».

«Dunque, prima del 2013, è possibile che sia stata applicata la Tia anche ai balconi - dice Giovannini - lasciando al cittadino, che solitamente si fida delle istituzioni, il compito di verificare se il lavoro per il quale è pagata Iren è stato svolto correttamente. Una situazione che lascia perplessi anche riguardo il fatto che avrebbe dovuto essere Iren eventualmente a restituire d’ufficio quanto non dovuto». Al momento manca ancora una casistica precisa, essendo Iren la titolare dell’attività impositiva e delle eventuali correzioni. «Il problema è che dalle mappe del catasto non si capisce con chiarezza assoluta se si tratti di logge o balconi - spiega l’assessore al Bilancio Filomena De Sciscio - Una loggia, per essere considerata tale, deve essere chiusa su almeno tre lati. Ci sono però balconi delimitati ad esempio da colonne, riportate sulle mappe e che possono trarre in inganno».

Trattandosi generalmente di pochi metri quadri, l’applicazione della tassa sui balconi non sposta di molto l’importo finale. La questione, però, è legata al pagamento indebito di una gabella che deve essere sanata. «Probabilmente c’è stato qualche errore - conclude De Sciscio - ma Iren aveva già mandato le lettere con le quali chiedeva ai residenti di controllare per verificare se ci fossero stato incongruità».

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