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Il Comune premia il calciatore mutilato

Il Comune premia il calciatore mutilato

A 15 anni e senza una gamba Francesco Messori è oggi capitano della nazionale amputati, da lui stesso fondata e promossa

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CORREGGIO. Una targa “per il suo appassionato impegno nello sport, esempio di tenacia, coraggio e amore per la vita”. È andata a Francesco Messori, 15 anni e capitano della nazionale calcio amputati. Il riconoscimento gli è stato consegnato alla presenza dei familiari, dei compagni di classe e dei vertici nazionali del Centro sportivo italiano.

Il Comune di Correggio ha voluto così riconoscere pubblicamente l’impegno e il coraggio del ragazzo nell’organizzare e promuovere la nazionale di calcio amputati, l’unica nel suo genere in Italia e nata grazie alla forza e determinazione di un ragazzo che non si è arreso alle difficoltà. «Un ragazzo appena quattordicenne e la famiglia che lo sostiene insieme a tutti coloro che si sono affiancati in questa magnifica avventura – ha detto il commissario straordinario del Comune Adriana Cogode, che ha consegnato la targa a Messori – Ci confermano l’assolutezza e l’universalità del principio cardine della nostra Costituzione, cioè la realizzazione del singolo individuo nella società. Francesco – ha aggiunto – ha voluto realizzarsi insieme alla sua squadra di calcio e ha saputo imprimere coraggio e passione in chi, forse, pensava di dover rinunciare per sempre ai sogni, alla gioia di correre, di inseguire un pallone».

Francesco è nato con una agenesia della gamba destra, con l’assenza del rene destro e con un’atresia esofagea. Questo, però, non gli mai impedito di inseguire i suoi sogni come quello del pallone che da gioco si è trasformato in battaglia di ideali. «Una partita di calcio disputata da atleti che corrono reggendosi sulle stampelle non è solo una competizione sportiva – ha precisato il commissario Cogode – È un segno distintivo che in ogni situazione umana, segnata dalla fragilità fisica, subentra sempre la forza morale, una vitalità nuova che si esprime in azioni e pensieri che aiutano ad amare la vita. Le dinamiche sociali e affettive non si trovano nelle nostre gambe, ma nella nostra mente e nei nostri cuori».

Alla premiazione del ragazzo, era presente anche Anna Manara, responsabile nazionale Csi area disabilità. A lei il compito di illustrare i progetti futuri della nazionale di calcio amputati che ora si sta impegnando per organizzare amichevoli in Germania e Polonia. Con un grande sogno: partecipare ai Mondiali che si disputeranno alla fine dell’anno in Messico. E, non solo, «grazie a Francesco, che ha messo insieme atleti provenienti da undici regioni italiane – ha detto – stiamo girando il nostro paese, conoscendone la parte migliore, il bello e la generosità dell’Italia, che sono davvero abbondanti».

Doriano Corghi, delegato provinciale Csi, ha poi ricordato la ""necessità che lo sport sia una testimonianza di valori e di attenzione alle persone"" e per questo, nella stessa occasione, sono stati consegnati due ringraziamenti particolari a Renzo Vergnani, allenatore della squadra Nazionale di calcio amputati (come esempio di allenatore ed educatore attento ai valori umani dell’atleta) e alla società sportiva Virtus Mandrio, rappresentata dal presidente Stefano Ferrari (per avere tesserato Francesco consentendogli di realizzare il suo sogno).

Silvia Parmeggiani

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