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«Non basta chiudere un buca ogni tanto»

«Non basta chiudere un buca ogni tanto»

Raffaella Panciroli, portavoce dell’associazione di via Wybicki: è caduta persino la postina in motorino

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REGGIO. «La Rosta è sempre stata un quartiere di persone in relazione tra loro, ma ultimamente queste relazioni si stanno perdendo. È per questo che, un anno fa, abbiamo dato vita all’associazione dei cittadini di via Wybicki – spiega la portavoce Raffaella Panciroli – e abbiamo iniziato a darci da fare. Siamo tutti volontari, non prendiamo un soldo, ma ci piacerebbe che l’amministrazione comunale sostenesse di più le nostre attività e rispondesse meglio alle nostre esigenze».

Quali, per esempio?

«Innanzi tutto ci sarebbe bisogno di intervenire sulla pavimentazione di via Wybicki e piazza Neruda: molti anziani sono già caduti a causa dei crateri sparsi ovunque, è caduta persino la postina in motorino. È vero che un paio di mesi fa il Comune ha fatto chiudere le buche più grosse, ma per risolvere il problema non basta rattoppare qui e là, ci vorrebbe un intervento più deciso, una ristrutturazione vera e propria. Per non parlare dei marciapiedi di via Wybicki che, pur essendo molto larghi, sono tutto fuorché sicuri per i pedoni e i ciclisti. Le radici degli alberi, infatti, hanno causato grossi avvallamenti che rendono impossibile il passaggio degli anziani, dei passeggini e delle carrozzine dei disabili. Molto spesso le mamme e le badanti spingono le carrozzelle lungo la strada piuttosto che sui marciapiedi, preferendo il rischio delle automobili, che non manca, a quello delle buche e degli avvallamenti».

E la strada è sicura?

«Nient’affatto. Le automobili, che provengono per lo più da via Manara, percorrono via Wybicki a velocità pazzesca. Ma sulla piazza si affacciano la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la biblioteca, e quel tratto di strada è sempre pieno di gente che cammina. Si dovrebbe fare qualcosa per la sicurezza di pedoni e ciclisti, magari imponendo il limite dei 30 chilometri orari in tutta la zona».

Che cos’altro potrebbe essere migliorato, nel quartiere?

«Sotto gli occhi di tutti c’è il totale disimpegno comunale nei confronti del verde. I “prunus” per esempio, che in primavera fioriscono colorando di rosa tutta via Wybicki, sono stati piantati negli anni Sessanta e sono stati potati solo l’anno scorso. Tra l’altro sono stati potati malissimo e adesso sono tutti deformi. Un tempo il viale rosa della Rosta era un’immagine simbolo della città, ora anche questo si sta perdendo. E poi bisognerebbe curare di più il parco dietro piazza Neruda, che ormai è detto “senza nome” proprio perché il Comune non ha mai permesso di intitolarlo a qualcuno. Lo sfalcio dell’erba e la potatura delle siepi sono affidate a tre volontari che abitano nel quartiere, ma quando una pianta muore non viene sostituita, non c’è nemmeno una fontana e ormai sono rimasti solo due giochi per i bambini, tra l’altro molto vecchi».

Pensa che la situazione peggiorerà quando verrà a mancare anche la circoscrizione?

«Temo proprio di sì: verrà a mancare un punto di riferimento importante per noi cittadini, a meno che il Comune non decida di fare uffici decentrati. Ma noi chiediamo che ci venga lasciato un luogo per proseguire le attività della nostra associazione. Finora per le mostre, le riunioni e i vari corsi – come quello di primo soccorso, quello per i neopapà e quello di cinese – abbiamo sfruttato i locali della sede della circoscrizione, ma quando questa verrà smantellata noi dove ci riuniremo? L’amministrazione comunale deve capire che per mantenere davvero un buon tessuto sociale bisogna concedere spazi ai cittadini, sia al chiuso che all’aperto, per esempio nei parchi. Sembrano tutti dettagli, ma alla fine nella vita di un quartiere sono le cose che incidono di più».(m.r.)

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