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Accoltellò un 35enne: 10 mesi al ristoratore

Accoltellò un 35enne: 10 mesi al ristoratore

Tentò di ferire anche il pizzaiolo appena licenziato. La difesa: «Si era solo difeso, faremo appello»

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Dopo oltre cinque ore d’udienza – sono stati sentiti sette testimoni – è stato ieri condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa) ed al pagamento di 5mila euro di danni alla persona ferita.

Stiamo parlando del 37enne Carmine Russo che il 5 gennaio scorso – all’interno del suo locale, cioè il ristorante-pizzeria “La lampada di Aladino” di via Gandhi – ha aggredito con un coltello due fratelli (uno ha 24 anni ed è il pizzaiolo licenziato in tronco quel giorno, l’altro è un muratore di 35 anni che aveva accompagnato il familiare per chiedere chiarimenti su quella brusca interruzione del rapporto di lavoro) al culmine di una discussione.

Il giudice Dario De Luca ha infatti ritenuto provato che il ristoratore abbia non solo ferito il 35enne con una coltellata alla schiena (se l’era cavata con 15 giorni di prognosi), ma abbia anche tentato di colpire l’altro fratello (cioè l’ex dipendente), il tutto “infarcito” di ingiurie e minacce. Il muratore si è costituito parte civile tramite l’avvocatessa Rosa Apadula che ha parlato di discussione degenerata nel locale, con il titolare che aggrediva i due fratelli brandendo un coltello.

«Le cose non sono andate così – ha replicato, nell’arringa, l’avvocato difensore Giancarlo Tarquini – quella mattina il pizzaiolo aveva offeso la madre di Russo che a sua volta, ritenendolo un maleducato, non ha più ritenuto di tenerlo come dipendente. Non è quindi una questione di soldi, ma di educazione. E il mio assistito è stato poi aggredito dai due fratelli che si erano coalizzati e ha cercato di difendersi. Nella colluttazione ha involontariamente ferito quell’uomo, ma si stava difendendo. Non è quindi punibile».

Tesi difensiva che non ha convinto il giudice De Luca. Al termine del processo l’avvocato Tarquini ha annunciato che impugnerà la sentenza.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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