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Borsa ricca per i Maramotti incassati 39 milioni nel 2014

Borsa ricca per i Maramotti incassati 39 milioni nel 2014

A tanto ammontano i dividendi dalle partecipazioni in Credem e UniCredit la famiglia reggiana si posiziona 14esima in classifica, perdendo due posizioni

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REGGIO EMILIA

Le grandi banche viaggiano ancora con il freno tirato ma i dividendi certo non mancano. Le cedole staccate dal Credem e da UniCredit hanno garantito anche nel 2014 circa 39 milioni di euro di incassi alla famiglia Maramotti, che detiene partecipazioni in entrambi gli istituti. Un livello di poco inferiore rispetto al 2013, che fa perdere però due posizioni agli industriali reggiani, titolari anche del gruppo della moda Max Mara (non quotato), giunti alla 14esima piazza nella classifica stilata dal Correre Economia.

Le maggiori soddisfazioni, c’è da credere, derivano dalla banca di casa per i Maramotti, il Credito Emiliano, gruppo cresciuto a Reggio e ormai di livello nazionale, che ha da poco approvato in assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro per azione, stabile rispetto al precedente esercizio. La cedola, con data di stacco 19 maggio 2014, sarà messa in pagamento a partire dal 22 maggio 2014 e il monte dividendi complessivo ammonta a 39,9 milioni di euro. Il Gruppo Credem ha chiuso il 2013 confermando la solidità patrimoniale (Core Tier 1 a 9,9%) e la costante redditività. La generazione di valore per gli azionisti e il mercato è stata pari per oltre 170 milioni, soldi distribuiti tramite i dividendi negli ultimi cinque anni. Affianco ai Maramotti, in Credem Holding ci sono anche gli Alfieri, titolari della guastallese Padana Tubi e Profilati Acciaio spa, che hanno tratto beneficio della politica di remunerazione.

L’altro grande patrimonio azionario, i Maramotti lo hanno investito in UniCredit, dove Luigi Maramotti siede in quattro organi tra cda e comitati vari. Il presidente di Max Mara e vice presidente di Max Mara Fashion Group, è anche membro del cda di Cofimar srl e vice presidente di Max Mara Finance.

In totale le dinastie italiane presenti nella top 40 si sono viste pagare cedole per un totale di 1,7 miliardi di euro. In cima sale la famiglia Benetton (socia di Generali, Atlantia, Autogrill, Caltagirone Editore, Mediobanca, Pirelli, World Duty Free) con quasi 294 milioni di euro, seguita dai Del Vecchio (Luxottica, Generali, UniCredit) con 213 milioni, e dai Rocca (Tenaris) con 222 milioni. Sotto il podio si susseguono i nomi noti dell’industria e della finanza di casa nostra, che hanno potuto contare su un incremento generale, pari al 16%, nella distribuzione dei dividendi. Dal quarto posto in poi ci sono i Boroli-Drago (Generali, Dea Capital, Gtech), i Doris (Mediolanum) che superano i Berlusconi (Mediaset, Mediobanca, Mediolanum, Mondadori), Vacchi (Ima), Garrone (Erg), Ferragamo dell’omonima casa di moda, Della Valle (Mediobanca, Piaggio, Rcs, Tod’s Generali), Besnier (Parmalat), Agnelli (Exor), De Longhi e, sotto, i Maramotti.

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