Giovannini attacca Vecchi
«Ecco i suoi interessi di bottega». La replica: «Io non vivo di politica»
Dopo l’attacco di Donatella Prampolini, arriva quello di Giacomo Giovannini. L’obiettivo è lo stesso: le cooperative, il Pd e “gli interessi di bottega” di Luca Vecchi.
«Abbiamo esaminato - scrive Giovannini - i modi con cui il Pd cerca di conservare il consenso, con i casi dei rinnovi di convenzioni alla Fondazione dello sport per otto anni effettuata a dicembre 2012 e quello del rinnovo delle convenzioni ai centri sociali a tutto il 2015 sempre in funzione delle imminenti elezioni amministrative. Abbiamo denunciato i casi di conflitti d’interesse di diversi politici in carica (Rodolfi, Saccardi, Sassi e Spadoni) cooperatori o dipendenti di cooperative che mischiano, coperti dalla legge, impegno istituzionale ed interessi professionali». «Leggere - continua Giovannini - le recenti dichiarazioni del candidato del Pd, Luca Vecchi, il quale afferma che un sindaco “deve unire e non rappresentare interessi di bottega o peggio della propria bottega”, fa sorridere: da che pulpito!».
«A smascherare Vecchi fortunatamente - prosegue il capogruppo di Progetto Reggio - sono fatti politicamente oggettivi ed inconfutabili: basta ricordarsi di come fosse “distratto” all’epoca della svendita dell’area dell’ex casello autostradale all’Immobiliare Nordest o del voto favorevole alla variante Baragalla in favore di coop Nordest. Basta lo scatto autoritario con il quale ha ucciso il Consiglio comunale tagliando la discussione sul bilancio, pochi giorni fa, quando si doveva discutere tra l’altro dell’appalto calore affidato a Gesta ed in fase di rinnovo».
A stretto giro, arriva la replica di Vecchi: «Il finto civico ex leghista Giovannini - scrive Vecchi - ha la memoria corta: o fa il comico anche lui, oppure ha perso di vista i suoi conflitti di interesse, quelli veri che lo riguardano. Se intende parlare per i prossimi 20 giorni dei suoi pretestuosi argomenti che snocciola da 10 anni a questa parte, forse non sa cosa dire sulla città. Io comunque vado oltre: forse prova invidia per il fatto che sono un professionista, autonomo, e non ho mai avuto bisogno della politica per prendere lo stipendio, come invece fa lui».
Il riferimento è agli incarichi ottenuti a livello romano da Giovannini quando era esponente della Lega Nord e il Carroccio era al governo con Berlusconi.
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