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Guastalla rievoca la sua storia c’è la Gnoccata, la festa più bella

di Tiziano Soresina
Guastalla rievoca la sua storia c’è la Gnoccata, la festa più bella

Torna nel prossimo week end la tradizionale manifestazione che affonda le sue origini nell’Ottocento Dagli sberleffi antigovernativi e anticlericali al fascismo, fino alla rappresentazione turistico-culturale

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GUASTALLA. Un Re buffone e un piatto di gnocchi per tutti. La Gnoccata, che torna nel prossimo week end per la sua 33.ma edizione, è sicuramente la festa più amata dai guastallesi e da tempo ha varcato i confini della Bassa reggiana quanto a notorietà.

I documenti rintracciati la collocano in pieno Ottocento, all’ombra di uno strano intreccio fra liberalismo e anticattolicesimo, anche se non mancano indizi che fanno ipotizzare l’importazione della festa da Verona (nell’Ottocento se non addirittura nel secolo precedente) come iniziativa dei mugnai che insediano i mulini sul Po. Di certo il 7 marzo 1869 si scende in piazza, a Guastalla, per una “Gnoccolata”: è organizzata dalla borghesia, due mesi dopo che la rivolta del macinato ha sconvolto le campagne. Si contesta il nuovo Stato (considerato artefice di odiosi provvedimenti) e con il passare delle edizioni - sino al 1876 la festa sarà a cadenza annuale, spesso nel periodo della Quaresima - si punterà sull’espediente satirico di un panciuto monarca che, a furor di popolo, conquista beffardamente il diritto di amministrare per un giorno la città. Nella distribuzione gratuita degli gnocchi - in tempi in cui la fame attanagliava molte famiglie - c’è la speranza e l’augurio di una realtà diversa, all’insegna dell’abbondanza e del benessere. Dopo il 1876 le notizie documentate sulla festa spariscono per arrivare a Gnocchifago II nel 1885 (chi l’ha preceduto, Gnocchifago I, avrà presumibilmente “regnato” prima di quella data) e con un ulteriore “salto” s’approda al 1895. La Gnoccata nell’ultimo scorcio del secolo ha cambiato pelle: la spinta politica è sostituita da intenti commerciali e ciclistico-turistici. Fra i pentoloni fumanti c’è Re Fen (al secolo Giovanni Levizzani) che potrebbe essere rimasto in carica sino al 1905 (quest’edizione è solo desunta da una rara fotografia).

Ancora un “buco” storico e si arriva al 1921, all’inizio dell’epoca fascista: sarà un’edizione inutilmente contrastata dal boicottaggio socialista, perché la gente comunque si riversa in piazza per gli gnocchi, con i suoi 140 chili spopola Re Duro (il corpulento mugnaio Giuseppe Bisi) e quella Gnoccata approda all’attenzione nazionale finendo sulla copertina della “Domenica del Corriere” grazie alla creatività dell’illustratore Antonio Beltrame. Sino al 1938 il regime “imbriglia”, con la sua retorica, la manifestazione di Re Duro, stravolgendone i caratteri originari. La seconda guerra mondiale spazza via inesorabilmente sovrano e gnocchi per quasi vent’anni.

Si torna in piazza nel 1955: Re Mazzalone, i 13 quintali di gnocchi divorati, le macchiette che animano il corteo sono i principali “ingredienti” di una Gnoccata votata ora unicamente al folclore, alla rievocazione storica e al turismo.

Il pittore guastallese Arnaldo Bartoli “firma” l’immagine (che ricorda le carte piacentine) ancor oggi più azzeccata del Re degli gnocchi. Negli anni Sessanta la festa - a cadenza quadriennale - prende sempre più quota, ma i costi lievitano a dismisura e gli organizzatori gettano la spugna, pur incassando il successo di pubblico del 1969. Dopo nove anni di silenzio la Gnoccata rivive, a partire dal 28 maggio 1978, con la ricostituita Pro Loco che trova nel presidente Luciano Cavandoli un inesauribile “propulsore”, capace di coagulare tutta la comunità, dando finalmente continuità alla festa ora triennale che nella sua “era” (siamo alla tredicesima edizione di fila…) batte ogni record d’afflusso, di gnocchi distribuiti, di figuranti in costume, di scenografie e carri indimenticabili. La dinastia burlesca è quella di Re Serpo e lo showman televisivo Giacomo Valenti si rivela (a partire dal 1996) un interprete a dir poco coinvolgente. Tradizioni, storia, animazioni con il gusto per l’amarcord, gastronomia, attrazione turistica: la Gnoccata ha ora tante “anime”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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