«Ho violentato anche altre due donne»
Il 25enne ammette non solo lo stupro di giovedì notte a Cella, dice di aver commesso altre brutalità a Reggio e a Parma
REGGIO EMILIA
Non solo ha ammesso d’aver brutalmente stuprato una prostituta – giovedì notte a Cella – ma ha anche raccontato di altre due violenze sessuali commesse in analoghi contesti a Reggio e a Parma.
Ieri mattina in carcere è apparso provato il senegalese 25enne Mamadou Mbengue: difeso dal legale bolognese Robert Venturi, ha risposto alle domande del gip Giovanni Ghini nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto. E’ un racconto che lascia allibiti, di un operaio che dice di non sapersi controllare quando cerca gli incontri a luci rosse, di essere preda di raptus che lo trasformano in una persona che vuole solo sesso violento. Una sofferta presa di coscienza da parte di un giovane che solo ora si sta rendendo conto degli atti orrendi commessi.
Frasi-shock che non hanno lasciato dubbi al gip Ghini: ha convalidato l’arresto e mantenuto in cella il senegalese per il serio pericolo che possa ricascarci. Un arresto che ha messo in ginocchio la famiglia del 25enne, ritrovatasi in quest’incubo da un giorno all’altro, perché i familiari vivono da tempo nel Reggiano, lavorano, sono integrati e mai avevano sospettato di questo lato oscuro di Mamadou. Un figlio su cui pende anche una denuncia maturata a Bologna: nel settembre scorso avrebbe violentato e rapinato una prostituta nigeriana. Due gravi episodi che potrebbero raddoppiare se la Mobile troverà conferma alle parole del senegalese (ma non sempre le vittime trovano il coraggio per denunciare quanto subìto), inoltre gli investigatori sono anche in contatto con i colleghi di Modena perché anche al di là del Secchia si sono verificati casi simili con sempre le prostitute come troppo facile obiettivo.
Ma cos’è accaduto di preciso giovedì notte? Sulla via Emilia, nei pressi di Cella, una Scenic si ferma a contrattare una prestazione con una giovane prostituta dell'est. Poi i due si appartano e bordo dell'auto, inizia un rapporto sessuale.
La situazione, però, degenera. Perchè quando inizia qualcosa che alla donna non va proprio, chiede al cliente di smettere e di riportarla indietro. La reazione dell'uomo, però, è violenta: blocca la giovane con la forza, le punta un coltello, e la costringe a subire atti sessuali brutali. Poi, quando ha finito, si prende il suo cellulare. Per impedirle di chiamare la polizia. E non la paga.
Quando la donna resta sola, però, chiede aiuto. Denuncia tutto alla polizia. E mentre lei viene portata in ospedale, parte una serrata caccia all'uomo che si concluderà a Poviglio. Gli agenti arrestano quello che potrebbe essere un violentatore seriale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
