Gazzetta di Reggio

Reggio

Il padre morì di setticemia Figlia denuncia l’ospedale

Il padre morì di setticemia Figlia denuncia l’ospedale

Toano: l’accusa di malasanità al Sant’Anna arriva un anno dopo il decesso Mara Bolognesi: «Quando dovevano dimetterlo hanno scoperto l’infezione»

2 MINUTI DI LETTURA





TOANO. Il padre muore in ospedale e un anno dopo la figlia decide di denunciare il reparto dove era ricoverato e dove, a suo parere, ha contratto l’infezione fatale. Sono accuse pesanti contro l’ospedale Sant’Anna, quelle formalizzate ieri mattina da Mara Bolognesi di Toano, che nella stazione dei carabinieri ha ufficializzato una querela contro il personale sanitario del reparto di lungodegenza, che definisce responsabile per la morte del padre, Antonio Bolognesi.

L’uomo, morto a 78 anni il 25 maggio 2013 all’ospedale di Reggio. Bolognesi era stato ricoverato il 22 febbraio all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti «dopo che aveva battuto la testa a terra, in seguito ad una caduta». In quel momento, spiega la figlia – «gli viene trovata una piccola emorragia cerebrale e al reparto di Neurologia decidono di tenerlo in osservazione». Qualche giorno dopo, quando l’uomo stava per essere dimesso, «ho chiesto che venisse tenuto in ospedale ancora qualche giorno, visto che era un periodo di nevicate molto intense e ritenevo fosse più sicuro che rimasse lì, piuttosto che fargli intraprendere un viaggio sotto la neve verso casa».

Bolognesi viene quindi trasferito nella lungodegenza. E da lì, per la figlia, iniziano i problemi: «Mio padre ha iniziato ad avere diversi problemi, a non stare bene, e non per le cause che avevano portato al ricovero. Alla fine mi è stato detto che aveva contratto una sepsi, una pericolosa infezione. Con il passare del tempo le cose sono sempre peggiorate, ho chiesto che venisse portato in Medicina ma a quel punto i suoi reni avevano ceduto».

Alla fine «è stato ricoverato a Reggio Emilia, dove poi è morto. E dove sul referto di decesso si parla di morte violenta, cosa che proprio non capisco» – continua la Bolognesi.

«Mio padre era una persona vitale, stava finendo di riparare un tetto, per fare un esempio. È morto per un’infezione contratta in ospedale, questo non può accadere di nuovo, quel reparto non ha garantito la salute di mio padre».

Ora la donna ha deciso di sporgere querela, con una denuncia formale ai carabinieri, riservandosi la possibilità di costituirsi parte civile per un eventuale risarcimento. Nella sua ricostruzione si parla del primario e di una dei medici del reparto di Lungodegenza. La decisione della Bolognesi arriva a quasi un anno di distanza dalla morte del padre.

«Sono stata indecisa a lungo se andare avanti, ma mi è capitato di incontrare altre persone che avevano parenti ricoverati in lungodegenza e di scoprire che anche i loro cari sono morti a causa di infezioni», attacca la donna. «A questo punto ho deciso che non potesse finire così, chiunque può essere ricoverato lì».

Adriano Arati

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google