Marocchino ruba in un’auto non è la prima volta: espulso
Era stato visto circa un mese fa – esattamente l’8 aprile – dai poliziotti in moto nei pressi di piazzale Marconi con ai piedi uno scatolone e un telecomando infilato in una tasca dei pantaloni....
Era stato visto circa un mese fa – esattamente l’8 aprile – dai poliziotti in moto nei pressi di piazzale Marconi con ai piedi uno scatolone e un telecomando infilato in una tasca dei pantaloni.
Erano iniziati così i guai per il marocchino 28enne Chakib Lahlali che non aveva saputo fornire una giustificazione credibile per la merce più varia in suo possesso. E la verità era saltata fuori in fretta, perché tutta quella roba era stata rubata da una macchina in sosta non molto lontano. Lungo l’elenco della refurtiva: 5 confezioni d’olio d’oliva, un filtro dell’aria, un filtro dell’olio, un navigatore satellitare, un telecomando, un telepass, una regalo già confezionato e dei pasticcini. Da qui all’arresto per furto il passo era stato breve.
Questa storia è emersa ieri mattina al palazzo di giustizia, in quanto il nordafricano – difeso dal legale Matteo Marchesini – ha patteggiato un anno di reclusione, pena sostituita dal giudice Dario De Luca nell’espulsione dall’Italia, in quanto il 28enne aveva già avuto problemi con la giustizia. La refurtiva è stata restituita. (t.s.)
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