Vaccari: «Viero risponde ai soci privati»
Il candidato sindaco del M5S: «Parma da sola può fare ben poco, ma con noi al governo, cambieremo la rotta»
REGGIO EMILIA
«Andrea Viero e il management di Iren rendono conto di più al 49% in mano ai soci privati che al 51% dei soci pubblici e questo è un problema».
Parte con questa premessa il candidato sindaco del M5S Norberto Vaccari nella sua analisi sulla situazione in cui versa attualmente Iren.
E si augura, se sarà sindaco, «di poter lavorare insieme a Parma per incidere in misura molto maggiore rispetto a oggi nelle scelte di politica industriale di Iren nella direzione da noi indicata».
E per Vaccari «non è solo un problema di bollette troppo alte per coprire i debiti derivanti dall'acquisto dell'inceneritore di Gerbido o per coprire il debito di 250 milioni che il comune di Torino ha con la stessa multiutility, che pure esiste, ma di scelte strategiche».
Secondo il candidato sindaco dei Grillini, queste «scelte strategiche riguardano, ad esempio, l’esigenza di ripubblicizzare l'acqua, ma anche la necessità di distinguere la società che fa la raccolta dei rifiuti da quella che si occupa del del riciclo degli stessi». Adesso tuttavia, tutto questo è ancora difficile da realizzare. «Perché il sindaco di Parma Pizzarotti e il consigliere di Iren da lui nominato, il reggiano Bagnacani - a parere di Norberto Vaccari - da soli possono fare ben poco, proprio perché Iren è sbilanciata verso i soci privati e perché nel patto di sindacato il Comune di Parma conta troppo poco e Reggio, che ha la quota maggiore, non la fa pesare come dovrebbe».
«Abbiamo a che fare _ sostiene Vaccari _ con una politica di Iren che si riversa sulla città e sulle imprese, i cittadini e le bollette. Il primo dei problemi è lo stesso anche per Parma e la stessa preoccupazione è anche del consigliere Bagnacani che fa riferimento al sindaco Pizzarotti. Molte delle scelte di Iren non ci trovano d'accordo. Non si tratta solo del giro strano di quote su Torino, ma anche delle valutazioni negative sull'acquisto del rigassificatore di Livorno solo per fare alcuni esempi di scelte assolutamente non strategiche per il nostro territorio».
Per Norberto Vaccari le riserve e le critiche sulle questioni di carattere generale sul progetto industriale di Iren si mescolano a quelle che quotidianamente si riflettono sui cittadini e la città.
«Occorre _ sostiene _ separare la raccolta dallo smaltimento, che adesso è raggruppato in Iren. Va portata avanti la raccolta differenziata spinta, per recuperare la maggior quantità possibile di rifiuti e arrivare al pagamento puntuale della tariffa. Riteniamo anche che il Tmb di Gavassa sia sovradimensionato. Se si andasse nella direzione da noi indicata ne basterebbe uno decisamente più piccolo, con minori spese e un minor impatto ambientale». Tanto determinato sulle cose ancora da fare, quanto fatalista su quelle già fatte. Come ad esempio, l’inceneritore di Parma, la “battaglia persa” di Pizzarotti, che è quasi costata al sindaco di Parma la “scomunica” di Grillo e Casaleggio.
A sentire Vaccari, per l'inceneritore di Uguzzolo - che il sindaco di Parma non voleva - ma è entrato in funzione, non c’è granché da fare.
«Pizzarotti ha fatto quello che ha potuto_ commenta Vaccari _ ma ora c'è da lavorare in Regione, dove la giunta di Vasco Errani, con il Piano di rifiuti regionale, ha fatto scelteche non condividiamo, come quello di consentire di bruciare nei nostri impianti rifiuti che arrivano da altre regioni. L'unica soluzione _ conclude il candidato Cinque Stelle _ è ridurre drasticamente i rifiuti o l'alternativa come vorrebbero Iren e Unieco è quella di ampliare la discarica di Poiatica, perché anche una parte consistente, circa la metà dei residui del Tmb finirà in quella località».
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