Denunciarono gli agenti, ora sono liberi
I 4 fratelli accusarono di percosse gli agenti della Pulce: processati per droga, la Corte d’Appello ha dimezzato le loro pene
Pene dimezzate e ordinanza di scarcerazione. La Corte d’Appello di Bologna – terza sessione – ha riformato drasticamente le condanne a carico dei quattro fratelli Rhimi.
Gli stessi, attualmente, sono la parte lesa nel procedimento che vede indagati 14 agenti di polizia penitenziaria. Accusati, dai quattro tunisini, di botte e calci quando erano detenuti nel carcere di Reggio.
IL PROCESSO. Il processo di primo grado, nel giugno dello scorso anno, si era concluso con condanne esemplari pronunciate dal giudice Andrea Rat: sei anni, due mesi, 15 giorni e 26.500 euro di multa per il 35enne Tarek e il 42enne Ayachi, tre anni, 3 mesi e 9840 euro per il 33enne Hicham e due anni, 16 giorni e 3.120 euro per Maher.
I quattro – noti come i fratelli Zarca – erano accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo le indagini portate avanti dalla polizia municipale che aveva lavorato sul caso per un anno e mezzo, a partire dal luglio del 2010. Teatro dello spaccio la zona del centro storico che ruota intorno a piazza Fontanesi e viale Montegrappa. Ma a quelle dure condanne si era subito opposto il difensore, l’avvocato Mattia Fontanesi. Sostenendo che le cessioni non erano documentate e nelle perquisizioni non era stata trovata alcuna sostanza stupefacente.
PENE RIDOTTE. I giudici d’Appello devono aver in parte accolto le tesi difensive. Pur emettendo una sentenza di condanna per i quattro fratelli, hanno però riformulato in maniera sostanziale le pene: 3 anni, 2 mesi, 5 giorni e 9.600 euro di multa per Tarek e Ayachi; 3 anni, 3 mesi e 9.840 euro per Hicham e 2 anni, 16 giorni e 3.120 Maher. Accolta la richista di revoca della misura cautelare per i primi tre, mentre per Maher la scarcerazione è scattata poichè ha già scontato la pena: tutti infatti erano in custodia cautelare da oltre due anni. I quattro fratelli, dunque, ora sono liberi. Il procuratore generale aveva chiesto per tutti la conferma delle condanne di primo grado.
Erano stati trasferiti dal carcere di Reggio nelle case circondariali di Modena, Ferrara, Bologna e Piacenza dopo le denunce contro gli agenti della Pulce. L’indagine per lesioni aggravate è ancora in corso, da parte del sostituto procuratore Maria Rita Pantani.
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