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I passi carrai valgono oltre un milione

I passi carrai valgono oltre un milione

A tanto rinuncerà il Comune se passerà la promessa elettorale di abolire il canone, tutti i candidati sindaco sono d’accordo

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Si va dalle poche decine di euro di chi vive in un condominio alle centinaia di chi ha un esercizio commerciale. La tassa sui passi carrai costa circa trenta euro al metro lineare, un balzello particolarmente inviso ai proprietari, ma che rende al Comune la bellezza di un milione e duecentomila euro all'anno. Se dobbiamo credere alle promesse elettorali, in futuro questa spesa ci sarà risparmiata. Il problema sarà trovare le risorse necessarie per compensare la scomparsa di tale voce dall'attivo del bilancio comunale. Fra i candidati sindaco il primo a prendere posizione è stato Ernesto D'Andrea, che si era opposto alla tassa sui passi carrai anche come consigliere, esprimendo un voto contrario in dissenso rispetto al Partito democratico di cui faceva parte. D'Andrea ne ha poi fatto un cavallo di battaglia della sua campagna elettorale.

Lunedì, durante l'incontro nella sede della Cna, tutti gli altri candidati hanno convenuto sull'opportunità di abolire questo tributo, che formalmente non è una tassa, ma un canone. Si tratta, infatti, di un canone per l'occupazione di suolo pubblico, cioè della stessa Cosap che grava, ad esempio, sulle distese di tavolini apparecchiate davanti ai bar. Il Comune la impone poichè lo spazio della strada antistante un cancello viene tenuto a disposizione dei proprietari che vi accedono. Tant'è vero che si possono chiamare i vigili a multare chi vi parcheggia davanti. Secondo D'Andrea il comune deve garantire l'accesso ai passi carrai senza pretendere alcun tributo: «Non si deve - spiega - rendere tassabile un servizio che è dovuto. Non occorre neppure l'apposizione del cartello. L'ente locale deve essere obbligato, in ogni caso, a fare rispettare il divieto di sosta. Se non lo farà, il cittadino avrà diritto a far intervenire un carro attrezzi a spese del comune». Ma dove reperire il milione e duecentomila euro che si perderebbero con l'abilizione della tassa? «E' necessario - risponde D'Andrea - trasferire a livello comunale la spending review voluta a Roma da Matteo Renzi secondo le indicazioni del sottosegretario Graziano Delrio».

Luciano Salsi

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