Il Pd attacca Alai ma il ministro lo blinda
Alla Camera il presidente del Consorzio difeso da Martina dalle accuse di Realacci (Pd) sul magazzino
Il ministro delle politiche agricole alimentari Maurizio Martina blinda Giuseppe Alai, presidente del consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano. Rispondendo ieri alla Camera ad un'interrogazione del deputato Ermete Realacci del Pd sul presunto conflitto di interessi di Alai e sulla vicenda del maxi magazzino per la stagionatura dei formaggi a San Martino (ora sospeso), Martina replica che il ministero «non ha mandato per entrare in scelte privatistiche del consorzio di tutela che rappresenta tutti i produttori del parmigiano reggiano dop e, nell'ambito della libera scelta, attraverso votazioni legittime sceglie i propri rappresentanti all'interno degli organi sociali».
Il caso è approdato in parlamento dove Realacci ha attaccato Alai chiedendo «quali iniziative urgenti intenda mettere in campo il ministro interrogato, in relazione alla doppia carica del presidente Alai affinchè non pregiudichi le attività di promozione e tutela, anche della concorrenza, del consorzio del Parmigiano Reggiano». Il riferimento è al fatto che il presidente del consorzio ha presieduto la società cooperativa Itaca, collegata con una società ungherese che commercializza formaggi che imitano i campioni nazionali dell'agroalimentare o «italian sounding».L'esponente del Pd si è inoltre fatto portavoce dei dubbi degli allevatori emiliani sulla capienza del magazzino che dovrebbe stoccare 500 mila forme, circa metà della produzione del Parmigiano Reggiano della provincia reggiana, dove vengono prodotte quasi un milione di forme l'anno, mentre la produzione totale in tutto il comprensorio supera di poco le 3 milioni di forme.
Il mondo agricolo reggiano, e in particolare la Coldiretti, si chiede quindi da dove sarà reperita una quantità così elevata di formaggio, tale da giustificare l'investimento milionario, tenuto conto che operano nel territorio reggiano altre società che hanno da poco ristrutturato i propri magazzini, che sono già in grado di stagionare tutto il formaggio prodotto. Il ministro si limita però a ribadire che «la produzione del formaggio Dop Parmigiano Reggiano è sottoposta al costante controllo di un apposito ente di certificazione che ha il compito di verificare, che tutto avvenga nel rispetto del disciplinare di produzione ivi inclusa la fase della stagionatura del formaggio stesso».
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