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Torna a crescere la cassa integrazione

Allarme della Camera del lavoro: «Indignati dalla totale liberalizzazione dei contratti a termine decisa dal Governo»

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REGGIO. Nuova fiammata degli ammortizzatori sociali a Reggio. Lo scorso marzo, secondo le rilevazione della Cgil, il numero dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali si incrementa di oltre 1.000 unità. In particolare aumenta il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, che conta 812 lavoratori sospesi in più rispetto a febbraio. Aumenta leggermente il numero delle imprese e dei lavoratori interessati dai contratti di solidarietà (+103 lavoratori? e all cassa integrazione straordinaria, quella più rilevante a livello di impatto retributivo, con + 4 aziende e 269 lavoratori.

I dati complessivi della cassa di marzo contano 12.227 lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali, con una diminuzione di 1.184 lavoratori rispetto, però, al mese di dicembre 2013. Le ore autorizzate rispetto al periodo gennaio/marzo 2013, diminuiscono, nello stesso periodo 2014, le ore di cassa ordinaria del 53,6% e aumentano del 30,6% per le cassa straordinaria e i contratti di solidarietà.

Delle 2.151.016 di ore autorizzate il 66,2% è stato utilizzato nell’industria, il 13,6% nel settore dell’edilizia e il 10,8% nel settore del commercio.

Dall’inizio della crisi (2008), sono 243 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per un totale di 4.361 lavoratori (+430 rispetto a dicembre 2013).

A marzo sono invece 52 le imprese con ricorso alla cassa integrazione straordinaria che interessano 3.210 dipendenti: quasi tutte le aziende sono in procedura concorsuale o hanno cessato l’attività. Se non interverranno nel frattempo soluzioni alternative alla chiusura (come ad esempio l’acquisizione da parte di terzi), questi addetti rischiano la collocazione in mobilità al termine dell’utilizzo dell’ammortizzatore. I contratti di solidarietà attivati sono 80 per complessivi 4.943 lavoratori coinvolti.

Sono già giunti al limite concedibile i ricorsi alla cassa strasordinaria e la solidarietà in 318 imprese nel periodo che va dal 2009 al marzo 2014. Il 34,0% delle aziende è ricorsa ad un secondo o un terzo ammortizzatore sociale. Il 17,6% delle aziende ha invece cessato l’attività produttiva collocando i lavoratori in mobilità. Il 48,4% delle aziende (con 9.629 lavoratori coinvolti) ha ripreso la normale attività lavorativa anche se, in diversi casi, il personale è stato ridimensionato anche per il semplice blocco del tourn-over.

Continuano le difficoltà nel pagamento della cassa in deroga a seguito del mancato finanziamento dell’ammortizzatore da parte del Governo; ci sono quindi migliaia di lavoratrici e lavoratori, perlopiù dipendenti di piccole imprese, che da mesi non percepiscono integrazioni salariali.

«Ci preoccupa e ci indigna inoltre quanto prospettato dall’attuale Governo - dichiarano dalla Camera del lavoro di Reggio - la totale liberalizzazione dei contratti a termine, la definizione di un contratto a tutele crescenti durante il quale permane la possibilità di licenziamento da parte dell’azienda, un ulteriore intervento sugli ammortizzatori sociali prevedendone una riduzione con l’abrogazione della cassa in deroga. Ci sembra che le ricette siano sempre le stesse: aumento smisurato della precarietà, taglio delle tutele per i lavoratori, la riduzione del sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di aziende in crisi: tutto questo non ha mai creato un posto di lavoro in più, semmai aumenta il dramma sociale anche a Reggio. Sono ben altre le strade da percorrere se si vuole rilanciare l’occupazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori».

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