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Giovannini, nove anni da “portaborse”

Giovannini, nove anni da “portaborse”

Accusato da Vecchi di vivere di politica, è stato stipendiato da Lega e Camera. Lui si difende: «Non ho conflitti di interessi»

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In principio furono gli attacchi sui rimborsi dei consiglieri comunali. Poi, durante questa campagna elettorale, sono arrivate, in ordine sparso: la polemica sulle convenzioni, quella sulle affissioni, quella sui tempi di consegna della lista di Forza Italia e, da ultimo, quella sulle coop (sollevata in realtà da Donatella Prampolini) e sui rapporti con lo studio da commercialista di Luca Vecchi, con pesanti accuse di «conflitti di interessi» alle quali il candidato del centrosinistra ha replicato secco: «Non prendo lezioni da chi ha sempre vissuto di politica». Il riferimento è a Giacomo Giovannini, capogruppo e capolista di Progetto Reggio, lista civica (ma, evidentemente, con un passato politico) che sta movimentando questa tornata elettorale, in una continua querelle che dai temi politici si è spostata sempre più verso questioni personali. Ragioniere, dal 2002 al 2013 Giovannini è stato dapprima collaboratore del gruppo parlamentare della Lega al Senato e poi della VIII commissione della Camera su Ambiente e Territorio, allora presieduta da Angelo Alessandri, al pari dello stesso Giovannini un altro fuoriuscito dal Carroccio, ora candidato alle Europee con il suo nuovo partito Io Cambio. «In commissione ero collaboratore esterno: ero sia a Roma che sul territorio per attività istituzionali», precisa lo stesso Giovannini, aggiungendo a voce una riga al sintetico curriculum di dieci righe pubblicato sul sito del Comune. Prima di diventare collaboratore, dal 1996 al 2002 era stato impiegato. Dal 1994 al 1996, invece, titolare di un’attività commerciale. Reddito? Proprietario di una Wolkswagen Golf, nella dichiarazione 2013 circa 27 mila euro lordi (comprensivi anche dei gettoni da consigliere). «E quindi? Negli ultimi nove anni mi sono dedicato all’attività politica a tempo pieno, ma nella mia vita precedente ho fatto il commerciante, l’operaio e l’impiegato: attività alle quali tornerò molto presto - la controreplica del capogruppo di Progetto Reggio – Ma la notizia non sono io, perché io non ho nessun conflitto di interessi. E non ho incarichi da chi ha appalti o lavori pubblici in Comune. Negli ultimi nove anni ho sempre fatto onestamente questo lavoro. E chi si candida a sindaco non si candida a vivere di politica a tempo pieno? Oppure, chi ha avuto tanti incarichi per una continuità politica evidente non ha vissuto di politica?». Lo dice, lo ripete e lo ribadisce. E anche in questo caso, Giovannini non si lascia sfuggire la tentazione di un ennesimo attacco nei confronti di Vecchi: «Non ha proprio nulla da dire sull’errore fatale che ha trasformato le cooperative in centrali finanziarie? E sugli stipendi d’oro di quei dirigenti che le hanno portate al fallimento? Temo che non avremo mai risposta perché il Pd e Vecchi si sono caratterizzati per la strenua difesa dei propri circoscritti interessi di bottega». Ad ognuno la sua, verrebbe da dire. Ma Giovannini non ci sta. E a chi gli contesta incarichi fiduciari risponde di avere avuto tutte le competenze per ricoprirle: «Gli incarichi li ho avuti sulla base delle mie competenze ed essendo un incarico fiduciario, anche dell'affinità politica». Poi aggiunge: «Non sono certo le liste civiche ma è il Pd ad avere politici in carica con mogli, madri, parenti alle dipendenze del Comune, ad avere appalti o convenzioni con lo stesso o, come nel caso di Vecchi ad essere o essere stato pagato da chi ha ed avrà rapporti molto stretti con l’amministrazione in termini di appalti. È chiara la difficoltà di un candidato sindaco che vorrebbe derubricare la questione politica dei conflitti d'interesse a fatto secondario, così com’è chiaro che ciò non gli accadeva quando il destinatario di tale questione era Berlusconi». Un guizzo da politico. Pardon, da vero civico.

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