Gazzetta di Reggio

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Il ricordo delle vittime di Kahla

Castelnovo Monti: partita la delegazione con il superstite 90enne Afro Vasirani

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CASTELNOVO MONTI. Sono partiti nelle scorse ore numerosi cittadini ed amministratori, in rappresentanza di Castelnovo Monti ma anche di altri comuni appenninici, che nel fine settimana parteciperanno alle commemorazioni ufficiali in programma nella località di Kahla, in Turingia, tristemente famosa perché negli ultimi anni del Reich vi fu realizzata, attraverso il sacrificio di moltissimi lavoratori forzati deportati, una fabbrica sotterranea per costruire gli avanzatissimi caccia a reazione Messerschmitt 262. Molti furono anche i deportati dall’Appennino reggiano destinati a Kahla, e diversi non fecero più ritorno. Tra quelli che riuscirono a tornare a casa, provatissimi, c’era anche Afro Vasirani, di Carniana di Villa Minozzo, oggi novantenne, che ha scelto di fare ritorno nel luogo che lo vide soffrire moltissimo, per partecipare alle cerimonie commemorative. Vasirani fu catturato e inviato a Kahla nell’agosto del 1944, e fu costretto a lavorarci fino alla Liberazione, nel maggio 1945.

Le Commemorazioni si terranno domani e sabato: al viaggio prenderà parte anche la classe VB della scuola primaria dell’istituto comprensivo di Castelnovo Monti. È dal 2000 che tutti gli anni una delegazione di Castelnovo partecipa alle commemorazioni a Kahla. Durante il soggiorno si farà visita domani al campo di concentramento di BuchenWald, al Museo e alla Collina del Walpesberg, sotto la quale fu realizzata la fabbrica dei caccia a reazione Me 262, partecipando anche alla cerimonia al memoriale sorto sulla stessa collina. Sabato si terrà la cerimonia di commemorazione dei caduti a Leubengrund e al cimitero di Kahla. Al termine della cerimonia il sindaco di Kahla accoglierà in municipio tutta la delegazione e ha organizzato un momento di scambio e confronto tra gli alunni della classe quinta di Castelnovo e alcuni studenti tedeschi. I deportati di Castelnovo che vissero la terribile esperienza di questo campo e che non ne fecero ritorno furono Inello Bezzi, Anselmo e Renato Guidi, Pierino Ruffini, Attilio Coli, Ermete Zuccolini e Francesco Toschi.

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