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Ricci manda 8 impiegati a Crespellano

Ricci manda 8 impiegati a Crespellano

Canossa: l’ufficio amministrativo del mobilificio rischia il trasferimento nel Bolognese, il sindacato cerca un dialogo

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CANOSSA. La prospettiva è quella di impiegare tre ore della propria giornata nei trasferimenti casa-lavoro, lavoro-casa e assentarsi dalla cura dei propri figli (diversi anche molto piccoli) e dalla gestione quotidiana della famiglia, più o meno dalle 7.30 fino alle 20.

Un sacrificio chiesto a otto dipendenti (tra loro due gli uomini e almeno due le neo-mamme, alcuni con situazioni personali anche piuttosto difficili, tutti residenti tra Castelnovo Monti e Canossa), impegnati nell’ufficio amministrativo della Ricci Casa, che ora rischiano il trasferimento nella sede bolognese dell’azienda, a Crespellano.

Una maggior efficienza dell’organizzazione lavorativa (flussi informatici ottimizzati) e la decisa riduzione dei costi (bollette dimezzate) sarebbero alla base della decisione, maturata e annunciata a marzo dal Gruppo, oggi una spa in mano alla famiglia fondatrice, i Ricci di Canossa. Una tale prospettiva ora sta fortemente preoccupando i dipendenti che si stanno avvalendo dell’assistenza del sindacato.

Prima di passare alle “maniere forti” (scioperi e vertenza), vista anche l’affezione dei lavoratori per l’azienda, la Filcams (federazione italiana lavoratori del commercio, alberghieri, mense e servizi) della Cgil sta intentando una trattativa con la proprietà, perché venga incontro ai dipendenti, e che verte in particolare sui costi di trasferimento e sull’orario di lavoro.

La responsabile Filcams della Val d’Enza, Carolina Cagossi, spiega le richieste avanzate all’azienda: «Pensiamo, per esempio, a un’auto collettiva o a un pulmino che da Ciano porti i dipendenti a Crespellano. E, se non a un part-time, a una pausa pranzo ridotta, che consenta ai lavoratori di staccare prima ed evitare gli ingorghi del traffico sulla tangenziale bolognese all’ora della chiusura di uffici e fabbriche. Questo soprattutto per le mamme, che rientrerebbero a casa a un’ora più ragionevole».

Ma i tentativi del sindacato per ora sono caduti nel vuoto. Proprio ieri, intanto, i consulenti del Gruppo hanno fatto sapere alla delegata sindacale interna all’azienda, della convocazione in sede a Canossa – per mercoledì 14 maggio – di un incontro con i dipendenti che sarebbero coinvolti nel trasferimento.

Di che cosa si voglia discutere o cosa si voglia proporre non è dato sapere. «In merito a questa questione la proprietà non intende rilasciare alcuna dichiarazione», hanno infatti fatto sapere ieri sera dalla sede bolognese del Gruppo.

La Ricci Casa, che oggi ha cinque punti vendita tra Canossa, Modena, Bologna, Cesena e Milano (dove è imminente una nuova apertura) fu fondata nel 1963 dai fratelli Ricci: Pierino, Vivaldo e Alide (quest’ultimo, morto un anno fa a 88 anni, era uscito dalla società negli anni Ottanta). (m.f.)

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