«Tasi, rischia di pagare chi non deve»
L’allarme dei sindacati Cgil, Cisl e Uil: «I Comuni sono in ritardo nelle delibere, se non saranno in regola sarà boom di rimborsi»
«Senza le delibere comunali, i cittadini si troverebbero nell’assurda condizione di dover versare a giugno un’imposta che nelle successive delibere comunali potrebbe non essere prevista. Al disagio di cittadini e Caf si sommerebbero aggravi di costi e organizzativi dei Comuni stessi, dovendo rispondere a future istanze di rimborso dei contribuenti». È l’allarme lanciato da Guido Mora, Margherita Salvioli Mariani e Luigi Tollari, segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, sull’incognita “Tasi”, la tassa sui servizi indivisibili entrata in vigore con la conversione in legge del decreto sugli Enti locali, approvato dal Senato il 30 aprile scorso. Un balzello a serio rischio caos, secondo quanto denunciato in maniera congiunta dai tre sindacati reggiani, che lamentano l’assenza di chiarezza su modi e indicazioni di pagamento, per un’imposta sulla quale sono chiamati a deliberare i singoli Comuni, 36 dei quali alle prese con una decisiva tornata elettorale che ne avrebbe rallentato l’operato.
Ed è infatti il ritardo dei Comuni a preoccupare Cgil-Cisl e Uil, che hanno inoltrato una lettera alle amministrazioni della nostra provincia chiedendo il da farsi in termini di aliquote e detrazioni: «Sono solo sei i Comuni reggiani che ad oggi hanno deliberato sulla Tasi – fanno sapere dalle segreterie sindacali – Se i Comuni che non l’hanno ancora fatto non procederanno a deliberare entro il 23 maggio, creeranno un grosso disagio ai cittadini». In pratica, il decreto legislativo approvato dà la possibilità ai Comuni di deliberare entro il 23 maggio le aliquote, gli immobili soggetti e i destinatari dell’imposta. Ma non si tratta di un obbligo: la data entro cui sono obbligati a deliberare, fissando le aliquote, è invece il 31 luglio. La legge, però, prevede due scadenze per il pagamento, sia dell’Imu che dalla Tasi: il 16 giugno ed il 16 dicembre (quest’ultima per la Tasi solo sulle abitazioni principali). «Le regole di versamento sono piuttosto complicate - spiegano William Leoni e Claudia Beneventi, responsabili di Teorema Cgil, e Barbara Cellato, responsabile del Caf Server Cisl – I Comuni hanno tempo fino al 31 luglio per approvarle, ma l’acconto Tasi è in calendario per il 16 giugno: nei Comuni che non delibereranno entro il 31 maggio si pagherà l’Imu come lo scorso anno e la Tasi con l’aliquota nazionale, che prevede l’uno per mille su tutti gli immobili esclusa l’abitazione principale. Per quanto ci risulta l’orientamento prevalente dei Comuni della nostra provincia è quello di applicare la Tasi solo sugli immobili adibiti ad abitazione principale. Di conseguenza, saranno chiamati a pagare anche contribuenti che con le regole definitive non dovranno pagare il tributo, con conseguente richiesta di rimborso al Comune».
Finora le amministrazioni che si sono “messe in regola” sono da un lato Reggio, Quattro Castella e Luzzara (nelle quali si è deliberato che la Tasi si paga solo sull’abitazione principale), da un altro lato Busana, Collagna e Ligonchio (dove si è deciso di rimandare l’acconto di giugno, deliberando solo successivamente le aliquote e chi la pagherà). Per tutti gli altri Comuni, invece, il rischio è di una pioggia di richieste di rimborsi, anche di pochi euro, per acconti versati prima dell’approvazione delle delibere. E, nel calderone dei pagamenti, potrebbero finire anche gli inquilini, per i quali è previsto il pagamento dell’imposta a meno di specifiche indicazioni contenute proprio nelle delibere comunali, come avvenuto a Reggio. «Per quanto ci risulta – concludono Mora, Salvioli e Tollari - I Comuni potrebbero anzitutto evitare al cittadino di dare corso al pagamento della rata di giugno e successivamente alla richiesta di rimborso. Come? Facendo, una delibera di giunta o più semplicemente con un comunicato sul proprio sito, dove si rende pubblica la decisione di non dar corso al versamento della prima rata Tasi sugli immobili diversi dall’abitazione principale, riservandosi, come del resto prevede la norma, di deliberare in materia entro il termine, fissato attualmente al 31 luglio».
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