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Testimoni della Resistenza da tutta Europa

Testimoni della Resistenza da tutta Europa

A Correggio un raduno per abbattere le frontiere anche nella memoria delle stragi del nazifascismo

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CORREGGIO. Prende il via oggi l’edizione 2014 di “European Resistance Assembly”, il raduno europeo della Resistenza ospitato a Correggio sino a domenica prossima, 11 maggio, in occasione del 69.mo anniversario della fine della guerra sul fronte europeo, arrivata l'8 maggio 1945.

Sono attese centinaia di persone da Germania, Francia, Austria e Svizzera, per prendervi parte. Al centro del programma dell’assemblea si saranno le testimonianze di persone che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, la seconda Guerra Mondiale e la repressione nazista e fascista.

Fra loro, il modenese Ezio Bompiani, che parlerà domani, il bielorusso ebreoFelix Lipski e il tedesco Herbert Herz, resistente in Francia.

“ERA” nasce dal Viaggio della Memoria di Istoreco, il progetto che ogni anno porta oltre mille studenti a visitare i campi e i luoghi della dominazione nazista. L’obiettivo – spiega Matthias Durchfeld di Istoreco, coordinatore dei viaggi – è «andare oltre il provincialismo e il nazionalismo. Abbandonare le frontiere, anche quelle mentali. Partendo dalla Resistenza, la radice che ci unisce assieme all’antifascismo».

E per ritrovarsi, «per partecipare, non per consumare davanti a tv o computer. Per parlare tutte e tutti, non solo presidenti ed esperti ».

Istoreco ha scelto Correggio, continua Durchfeld, perché «questo comune, questa provincia hanno una storia che in tanti vogliono celebrare, ricordare, ma anche aggiornare al 2014. Qui la popolazione non dimentica. Ci vogliono disponibilità politica e competenza culturale. Qui le troviamo».

I momenti più attesi sono quelli con i testimoni diretti degli anni della guerra: «Abbiamo questa fonte preziosa. Chi può viene ancora fisicamente, ma vogliamo anche utilizzare il collegamento skype per una testimonianza e vogliamo anche sentire i figli dei resistenti, la seconda generazione», riflette Durchfeld.

«Cosa ce ne facciamo nel 2014 della Resistenza? Cosa ne possiamo imparare? Come vogliamo vivere insieme, senza militarismo, senza razzismo, senza nazionalismo. Esistono – conclude Durhfeld – tante fonti, una ricchissima sono le persone vive». (adr.ar.)

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