«Una pericolosa escalation di attacchi»
L’avvocato della Reggio Emilia Parcheggi spiega: volantinaggio diffamatorio contro l’amministratore
REGGIO
«Reggio Emilia Parcheggi Spa nel corso dell’ultimo anno e mezzo ha subito una serie di fatti, che vanno dalla legittima protesta dei cittadini contrari al parcheggio interrato di piazza della Vittoria a fatti indubbiamente più preoccupanti, culminati con il rinvenimento dell’ordigno lo scorso 18 febbraio nell’area del cantiere. Per questo, la società ha deciso di informare l’autorità giudiziaria affinchè faccia le indagini del caso. A tutela delle decine di operai che lavoreranno nel cantiere, ma anche dello stesso Comune di Reggio, dato che i lavori saranno nel cuore del centro storico».
Così l’avvocato Salvatore Mannino spiega l’iniziativa della società titolare del project financing, che dovrà costruire e gestire il Park Vittoria: nelle scorse settimane, ha presentato in procura un esposto in cui vengono elencati episodio che hanno visto al centro la Reggio Emilia Parcheggi Spa e il cantiere per la realizzazione di una delle opere più contestate nella storia di Reggio.
Quali episodi vi hanno spinto a presentare un esposto in procura?
«Nell’esposto facciamo riferimento al volantinaggio di un centro sociale organizzato, a quello di un collettivo, fino alla redazione di un pamphlet dove non solo si sviluppa un ragionamento critico e contrario all’opera pubblica in questione, ma si fa anche un attacco personale velenoso nei confronti dell’amministratore unico Filippo Lodetti e della coniuge. Inizialmente, quando mi aveva contattato, gli avevo consigliato di non fare niente. Anche per non alzare polveroni e cercare di mantenere un clima sereno. Poi, c’è stato il fatto del candelotto. Abbiamo individuato un’escalation di fatti pericoloso e ritengo fosse doveroso informare l’autorità giudiziaria. Non è un caso che la società abbia scelto non di fare una denuncia-querela, ma un’esposto: un’informazione fatta all’autorità giudiziaria, che farà le indagini del caso e individuerà eventuali reati».
Il ritrovamento del candelotto, resta l’episodio più grave?
«Si tratta di un proiettile da mortaio con carica fumogena. Mi sono documentato: è un ordigno in uso solo presso le amministrazioni militari. Evidentemente, chi lo ha messo è qualcuno che sapeva come procurarselo. Riteniamo che trovare un ordigno in un cantiere dove lavorano operai padri di famiglia sia qualcosa di inammissibile».
La vostra preoccupazione riguarda a quando si aprirà il cantiere vero e proprio.
«Questo ordigno è stato piazzato in un piccolo cantiere di servizio. Ma per fare il parcheggio sarà effettuato un grosso scavo. Dentro questo scavo lavoreranno persone, ci saranno macchinari. Se qualcuno mette un ordigno qui poi cosa succederà? L’autorità giudiziaria deve essere a conoscienenza di tutto quello che è successo. Mi auguro che le proteste illegali siano concluse con il grave episodio del 18 febbraio. Ma resta un fatto illegale che andava denunciato nell’interesse di Reggio Emilia Parcheggi Spa e per l’incolumità degli operai. Inoltre, ci tengo a sottolineare che l’istruttoria per l’autorizzazione è durata parecchio tempo e che il parcheggio è perfettamente autorizzato a norma di legge. L’opera verrà fatta secondo tuti i crismi di legge. Non è vero che il parcheggio viene fatto fuori dalla legalità». (el.pe)
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