Vendola spara a zero su Renzi e i populismi
Il presidente di Sel al Pigal: «La sinistra non applichi politiche di destra o la palude ci inghiottirà»
Un Nichi Vendola a tutto campo quello che è intervenuto martedì sera al circolo Pigal invitato dai militanti di Sel di Reggio a sostegno, oltre ovviamente di Sel per le amministrative del 25 maggio, anche della lista "L'altra Europa con Tsipras" in corsa per le elezioni europee. Sul palco, oltre al governatore della Puglia e leader del partito, anche Matteo Sassi, assessore uscente alle Politiche sociali del comune di Reggio, e Lucia Lusenti, entrambi candidati di Sel al Consiglio comunale.
Una sala piena, qualche sparuto militante del Pd, molti che applaudivano sentendosi appellare da Vendola con il vecchio “compagne e compagni” o alle puntuali citazioni di Marx. Argomenti trattati? I più vari: dalle amministrative,alla politica del Governo italiano, all'idea di Europa di cui Alexis Tsipras, «il figlio della Grecia ribelle» secondo la definizione data dallo stesso Vendola, si fa promotore. Punti nodali il lavoro, il senso di comunità, i pericoli di sbandamento a destra dell'ordine europeo, l'avanzata dei populismi.
I dati di Reggio, per Sassi, dimostrano come «la crisi economica abbia creato un disastro sociale di dimensioni impensabili fino a poco tempo fa. Hanno fatto la loro ricomparsa vecchie povertà che hanno il volto oscuro della fame, della mancanza di un tetto sopra la testa». «Sulla crisi - per Vendola - la sinistra non applichi politiche di destra ma faccia la sinistra e stia dalla parte dei diritti fondamentali. La palude sta inghiottendo il futuro».
Due battute sull'Emilia e sul sistema emiliano: «Al centro - dice Sassi - c’è sempre stata la coesione sociale che la crisi, ora, sta logorando». «Chiedetevi cosa si è consumato del modello emiliano e troverete una via d'uscita» gli fa eco Vendola. Concordi le opinioni sull'Europa, sulla posizione della Germania, sulla troika, la Grecia e sulle future politiche da adottare; il manifesto di Ventotene rimane la linea guida. «Suona una sirena d'allarme per l'avanzata dei nazionalismi, dei populismi, dei movimenti xenfobi. L'Europa, se non si dota di politiche serie di welfare, sprofonderà» ha proseguito il governatore della Puglia; in Europa, per Sassi «sì alle forze popolari, no ai populismi. Crisi e austerity ci hanno legato le mani». In chiusura Vendola non ha risparmiato critiche al governo Renzi e ai suoi provvedimenti in via di attuazione. Il decreto Poletti «è una schifezza»; il governo Renzi non si sta accorgendo che «di fronte alla crescita delle povertà assistiamo allo spaventoso aumento della ricchezza, di pochi però». Su Renzi stesso il giudizio è duro; Vendola lo definisce «il populista di Palazzo Chigi. Ridicoli i suoi 80 euro in busta paga, la bolla mediatica che lo circonda sta per scoppiare».
Andrea Montanari
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