Bruciata una bandiera della Lega Nord
Brescello: blitz notturno davanti all’abitazione di Catia Silva, candidata sindaco, già bersagliata da minacce in passato
BRESCELLO. Un gesto sopra le righe della campagna elettorale da poco iniziata o un gesto compiuto a scopo intimidatorio? E’ quello che dovranno accertare i carabinieri di Brescello e i colleghi nel Nucleo operativo di Guastalla, chiamati a indagare su quanto avvenuto nella notte tra mercoledì e ieri a casa di Catia Silva, sede anche della locale sezione della Lega Nord, di cui la donna è segretaria.
Poco dopo la mezza, il marito della donna è rincasato e davanti a sè si è trovato una delle bandiere del Carroccio esposte (questa era sulla recinzione) che stava prendendo fuoco. Con prontezza di riflessi l’uomo ha utilizzato una giacca per spegnere le fiamme e con il telefonino ha avvisato la moglie che, ignara, stava dormendo in casa.
E’ stata quindi Catia Silva ad allertare i carabinieri, che sono arrivati sul posto – una via di campagna tra Lentigione e Sorbolo Levante – per gli accertamenti. I militari, tra i quali il maresciallo di Brescello Stefano Airini, hanno sequestrato il vessillo bruciato e sono in attesa di ottenere le immagini delle telecamere di sorveglianza per capire se sia possibile individuare i responsabili.
Il gesto ha suscitato clamore in paese, in quanto la donna è molto conosciuta per le sue “battaglie” politiche e per essere stata obiettivo, quattro anni fa, di pubbliche minacce di morte da parte di personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. E proprio in merito a questi episodi, nelle prossime settimane inizierà un processo al quale la Silva prenderà parte.
«Non sono in grado di dire se questo sia stato un gesto intimidatorio – afferma – ma sicuramente è un’azione che dà fastidio. Non mi era mai capitata una cosa del genere ma gli autori sappiano che possono bruciare una bandiera ma non le mie idee. Io non mi nascondo, se qualcuno ha qualcosa da dirmi si faccia pure avanti. Di certo non mi intimorisco: ne esporrò altre tre. Sono stati, comunque, fortunati perchè solitamente davanti a casa mia staziona una guardia giurata, pagata a mie spese. Nel caso in cui qualcuno volesse mettermi paura, voglio ripetere ancora una volta che io non ce l'ho con i meridionali: so benissimo che tra di loro c’è tantissima gente onesta e ho lavorato con molti di loro».
I carabinieri di Brescello hanno effettuato un nuovo sopralluogo ieri mattina, nell’attesa di entrare in possesso delle immagini. Non è detto, però, che i colpevoli possano essere individuati. Dipende, infatti, dalla via di accesso che hanno utilizzato per arrivare in prossimità della bandiera. Nel caso in cui siano arrivati dalla strada principale sono stati sicuramente immortalati. Se invece hanno scelto di avvicinarsi dalla ferrovia o dai vicini terreni, difficilmente potranno essere individuati. Molti i messaggi di solidarietà nei confronti della Silva, tra cui quello di Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia.
Andrea Vaccari
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