Falsificò un assegno, a processo per truffa
Correggio, l’imputato: ero d’accordo con l’amico per comprare un mobile da 8mila euro, ma lui nega
CORREGGIO. E’ stata rinviata al 26 giugno la nuova “puntata” di una vicenda che, ieri in tribunale a Reggio, ha visto imputato il 45enne di origine napoletana Erminio Mancieri. La storia ha origine tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 e vede protagonista, oltre a Mancieri (difeso dall’avvocato Lorenza Colli) altri due uomini. I procedimenti svoltisi davanti ai giudici Cardarelli e Rat (poi unificati) hanno portato alla luce diverse incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni, ragione per la quale è stato deciso il rinvio per arrivare al confronto.
Mancieri, accusato di truffa, appropriazione indebita e falso, in quel periodo clonò un assegno (come già confessato nell’udienza del 31 gennaio) con l’obiettivo, a suo dire, di scambiarlo e di dividere i soldi incassati con un “socio”.
Ma quest’ultimo, parte offesa, ha fermamente negato la ricostruzione del 45enne, sostenendo di essere stato raggirato. Secondo la versione fornita dall’ex “amico”, Mancieri a quel tempo avrebbe acquistato un mobile antico (risalente al Seicento) di proprietà dell’anziana madre del presunto truffato, pagandolo con il famigerato assegno. Questo assegno poi sarebbe passato nelle mani di un amico della persona offesa, che si è recato in banca per scambiarlo e restituirgli i contanti. Per Mancieri invece le cose si sono svolte in maniera del tutto differente.
La storia del mobile sarebbe del tutto inventata, in quanto l’obiettivo comune era quello di scambiare l'assegno – di importo di circa 8mila euro – per poi dividersi “la polpetta”. Ma la banca si accorse del raggiro e da qui prese il via il procedimento. A difesa del proprio assistito, l’avvocato Colli ha chiesto che il tribunale acquisisca le intercettazioni telefoniche di quel periodo in modo da far decadere almeno il reato di truffa. Sarà l’udienza in programma il 26 giugno a fare ulteriore luce su questo caso spinoso.
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