«Gang che agiscono su commissione»
I commessi dei negozi: «I capi rubati qui vengono rivenduti nella zona della stazione»
Dal centro commerciale "I Petali" alla stazione.
Non è il percorso fatto dall'autobus - o, almeno, non stavolta -, ma il tragitto che una parte della merce rubata dai negozi della galleria farebbe, dopo essere stata arraffata da bande di ragazzini.
Capi di vestiario che, una volta sottratti al circuito legale di vendita, sarebbero rivenduti nell'area della stazione ferroviaria. Questo è quanto emerso dalle testimonianze di alcuni dipendenti dei negozi della galleria "I Petali", che, ritenendo che non tutti i furti siano legati ad una semplice questione "di moda", ci hanno raccontato di un presunto mercato illegale che si starebbe creando in città.
Come ci riferisce uno dei commessi di Intersport, che, mostrandoci una felpa sul cui cartellino compare una spunta fatta a penna, ci dice: «Abbiamo notato che ogni tanto compaiono questi segni e, una volta, ho pure visto che, dietro all'etichetta del colletto di una maglia, c'era scritto a biro, il nome di qualcuno».
Segni che il dipendente del negozio di articoli sportivi imputa alle "bande di minorenni" che imperversano nei negozi della galleria e che marchierebbero i vestiti a cui sono interessati o che «gli sono stati commissionati, richiesti da altri», per poi, così, rivenderli «in zona stazione-McDonald's», dove - a detta dell'uomo - vi sarebbe la loro "base".
«Il negozio è grande - prosegue - tenere d'occhio tutto e tutti è impossibile. In più di solito succede che, mentre il gruppo fa casino e distrae noi commessi, qualcun altro agisce lontano e indisturbato, staccando a morsi l'antitaccheggio e portando via i vestiti».
Capi che, una volta privi di sistemi antifurto, sarebbero nascosti negli zaini, oppure direttamente indossati: «Qualche giorno fa - conclude il commesso - uno di questi ragazzi l'ho beccato con addosso tre maglie. L'ho fermato e, in risposta, ho ricevuto minacce personali».
Una situazione sfiancante per chi, tutti i giorni, lavora all'interno del centro commerciale e che, come detto, sarebbe aggravata da un presunto commercio nero, a cui il vestiario rubato sarebbe destinato. Un'ipotesi su cui non si è espresso solamente il commesso di Intersport, ma anche la referente del negozio Bershka e un dipendente di Jack&Jones, che parlano entrambi di una «rivendita nell'area della stazione».
«A noi - concludono - non resta purtroppo che denunciarli e rincorrerli, sperando di acciuffarli». (lu.c.)
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