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Nuove accuse per l’incubo delle prostitute

Nuove accuse per l’incubo delle prostitute

Squillo rapinata il 25 aprile lungo la via Emilia riconosce il suo cellulare: era in possesso del 25enne

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Ha detto la verità il senegalese 25enne Mamadou Mbengue, da una settimana in carcere per aver violentato e rapinato una prostituta a Cella.

Ha effettivamente messo nel mirino un’altra “lucciola” a Reggio, come ha confessato ai poliziotti al momento dell’arresto (sono invece ancora in corso le indagini su un fatto analogo che dice d’aver commesso a Parma nonché per altre vicende che potrebbero riguardarlo a Modena e sempre con prostitute nel mirino). Come ricostruito dalla Mobile, Mbengue nella tarda serata del 25 aprile si era appartato in auto con una prostituta dell’Est europeo, prima agganciata lungo la via Emilia.

Prima del sesso la ragazza ha voluto essere pagata e il senegalese, alla finta ricerca del denaro, prima si frugava nelle tasche senza trovare ovviamente nulla, poi rovistava nel portaoggetti dal quale estraeva un coltello con cui minacciava la prostituta, afferrandole la borsetta appoggiata sulle gambe. Spaventata, la ragazza era riuscita a fuggire, mentre il 25enne se ne andava col bottino. La prostituta non si era però persa d’anima e in questura aveva poi denunciato il fatto, descrivendo l’aggressore e le cose contenute nella borsetta, fra cui il proprio telefonino. Ed è stato proprio quel cellulare ad “incastrare” Mbengue: il telefonino era in suo possesso e la “lucciola” l’ha riconosciuto come il suo, inoltre ha identificato il senegalese in un album fotografico mostratole dai poliziotti. Ora, quindi, il senegalese è stato denunciato per rapina aggravata. Al momento l’avvocato difensore bolognese Robert Venturi non ha intenzione di chiedere la modifica della misure restrittiva, mentre sta valutando la possibilità di far interrogare il suo assistito dal sostituto procuratore Giulia Stignani (titolare dell’inchiesta). Nell’udienza di convalida dell’arresto il 25enne ha fatto un racconto che lascia allibiti: dice di non sapersi controllare quando cerca gli incontri a luci rosse, di essere preda di raptus che lo trasformano in una persona che vuole solo sesso violento. Una settimana fa sulla via Emilia, nei pressi di Cella, la Scenic guidata da Mbengue si ferma a contrattare una prestazione con una giovane prostituta dell'Est. Poi i due si appartano e bordo dell'auto, inizia un rapporto sessuale. La situazione, però, degenera. Perchè quando inizia qualcosa che alla donna non va proprio, chiede al cliente di smettere e di riportarla indietro. La reazione dell'uomo, però, è violenta: blocca la giovane con la forza, le punta un coltello, e la costringe a subire atti sessuali brutali. Poi, quando ha finito, si prende il suo cellulare. E non la paga. Quando la donna resta sola, però, chiede aiuto. Denuncia tutto alla polizia. E mentre lei viene portata in ospedale, parte la caccia all'uomo che si concluderà a Poviglio.(t.s.)

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