Rubertelli punta su Fiere e Aeroporto
La candidata di Grande Reggio e Progetto Reggio: «Con l’Area Nord sono i nostri punti di forza, vanno messi a sistema»
«Fare sistema e riprogrammare». Per Cinzia Rubertelli, il candidato sindaco delle liste civiche "Grande Reggio " e "Progetto Reggio" la nostra città ha bisogno di questo. «A condizione che ognuno faccia la propria parte, il Comune può giocare un ruolo importante per rilanciare una città con grandi potenzialità» spiega Cinzia Ribertelli seduta alla sua scrivania nell'azienda di famiglia, la "Prati Group" a Bosco di Scandiano, di cui è amministratore delegato e che dirige assieme al marito guidando una rete di cinquanta agenti in Italia e una ventina in giro per il mondo.
Partiamo dall’economia: cosa prevede il suo programma?
«Con le entrate degli oneri oggi in forte calo, bisogna abbandonare l’idea di una programmazione e di un bilancio comunale basati su una crescita quantitativa. Reggio ha avuto una crescita che ha depauperato fortemente il territorio e c'è stato negli ultimi anni un aumento demografico rapidissimo e non programmato. Con il risultato che Reggio ha perso la sua identità e l'arrivo della crisi economica ha reso palese l'incapacità dell'amministrazione di cambiare marcia e reagire. Se Reggio è in questo stato, la responsabilità è un po' di tutti e per questo proponiamo un patto tra cittadini per un cambio anche culturale sul modo di gestire la città».
Di cosa accusa le ultime amministrazioni comunali ?
«Di non avere saputo cogliere i cambiamenti in atto e riprogrammare lo sviluppo della città, con la conseguenza che oggi le entrate del Comune dipendono solo dalle tasse sulle persone e sulle imprese. Inoltre c'è la percezione tra i cittadini che queste imposizioni fiscali non si tramutino in servizi. Vedi la situazione della viabilità, delle infrastrutture, della stessa manutenzione della città. Interi pezzi di Reggio hanno subito un degrado che non si giustifica solo con l'arrivo della crisi».
Quali le sue proposte ?
«Reggio ha dei punti di forza come Area nord, aeroporto, fiere, e vanno messi a sistema. La prima cosa è ripristinare l'assessorato all'economia e poi mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori e i soggetti economici per riprogrammare le azioni amministrative. Serve un'idea di sviluppo della città anche per garantire la tenuta delle entrate comunali e dei servizi. Un'azione che andava fatta fin dall'inizio della crisi, invece c'è stato un immobilismo che deriva da un sistema ingessato da anni. In questa fase economica ci vuole più coraggio e una programmazione a lungo termine. La stazione Mediopadana è un valore immenso con un potenziale straordinario e deve diventare un punto di riferimento di area vasta e polo attrattivo di investimenti. Non si può fare solo un pezzo di una cosa e non completare l'opera con parcheggi e collegamenti adeguati, la presenza di un presidio di polizia, un punto di ristoro e uno shop che evidenzi le eccellenze di Reggio».
Cosa occorre per fare sistema?
«Partiamo dal marketing territoriale di cui si è parlato tanto, ma si è fatto poco. Reggio soffre di un'incapacità di fare sistema per guardare a un nuovo modello di rilancio della città e il Comune può essere il regista di questa operazione collaborando con le diverse competenze esistenti sul territorio.Invece registriamo una grande distanza tra l’amministrazione e i soggetti che possono contribuire a questo progetto. L'amministrazione deve creare una rete virtuosa tra università e imprese, facendo investimenti in tecnologie come la banda ultralarga. Occorre rivedere l'offerta formativa e legarla di più al territorio. Tornare cioè alla formazione del saper fare, tipica della nostra storia economica».
E' possibile tenere insieme la Tav con rilancio di fiere e aeroporto?
«L'aeroporto non va valorizzato come trasporto persone ma come punto per servizi e attività complementari al volo, ha una grande potenzialità e invece ha la gestione in rosso. Le nostre fiere non rientrano nemmeno nella programmazione regionale, mentre la nostra idea è che proprio la loro posizione strategica possa permettere a Reggio di uscire dal provincialismo in cui spesso cade. Poi c'è il tema dell'Expo 2015 su cui non è stato fatto nulla di concreto».
Come vorrebbe il centro storico?
«Dovrebbe essere il centro degli affari, di aggregazione e della cultura, oggi invece è spento. Bisogna riportare i servizi in centro e affidare le zone più degradate alle associazioni culturali che sono ricche di idee e di iniziative e a cui non viene dato spazio. Poi rivedere completamente il piano parcheggi, agevolando residenti e prevedendo la gratuità in alcuni giorni per agevolare l'accesso e rilanciare il commercio. Occorre anche valutare qual è l'offerta commerciale di Reggio rispetto alle attese della popolazione e orientare i commercianti, i bar e i ristoranti con agevolazioni per l'utilizzo degli immobili sfitti».
Roberto Fontanili
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