«Sarà uno spettacolo rock pieno di energia e ogni volta unico»
REGGIO. Più di 120 persone nello staff, tre tipologie di palco e una dozzina di camion: questo il “motore” del “Mondovisione Tour 2014”, che partirà da Roma tra due settimane, facendo tappa, nel...
REGGIO. Più di 120 persone nello staff, tre tipologie di palco e una dozzina di camion: questo il “motore” del “Mondovisione Tour 2014”, che partirà da Roma tra due settimane, facendo tappa, nel corso dell’estate, anche a Bologna.
Per avere un’idea della grandiosità di questo nuovo tour negli stadi di Ligabue, basta dare un’occhiata alla gigantesca struttura di metallo che è in corso di allestimento al Campovolo, la casa reggiana del Liga “da concerto” e che girerà l’Italia, facendo tappa in dieci città. «Sarà uno spettacolo molto rock – spiega Claudio Maioli, storico manager di Ligabue – che punterà sull’energia e sulla forza delle nuove canzoni di “Mondovisione”, che verranno presentate nella quasi totalità a ogni live, a partire da un palco davvero unico».
Quali sono le peculiarità di questo tour?
«Luciano canterà, assieme al Gruppo, su un palco che ha abbandonato la tradizionale forma raccolta “a scatola”, ma che si svilupperò attorno a una sorta di “totem”, con luci e uno schermo gigantesco, sotto un tetto “galleggiante” che adotta ardite soluzioni ingegneristiche. Ci sarà poi una passerella che porterà Luciano “dentro” la folla».
Non sarà facile portare in giro un impianto del genere.
«Lo abbiamo “parcheggiato” al Campovolo per provare l’allestimento. Nella crew ci sono più di 120 persone e una dozzina di camion, che porteranno in giro per l’Italia i tre palchi del tour. In tutto per ogni live saranno coinvolte fino a un migliaio di persone».
Cosa dovranno aspettarsi i fan da questi live?
«Ci siamo “scaldati” nei palazzetti, dove abbiamo rodato le nuove canzoni, ma in cui Luciano ha voluto dare spazio a tanti vecchi pezzi, regalando ai fan un’esperienza quasi intimistica. Negli stadi ci sarà tanto “Mondovisione”, ma Luciano non ha mai fatto una scaletta uguale in 30 anni: varierà ogni sera».
Oggi esce anche il nuovo video di Ligabue, “Il muro del suono”, che è stato girato proprio a Reggio.
«L’idea di girarlo nelle Reggiane, officina che dava lavoro a più di 10mila persone e che ora è in stato di abbandono, nasce seguendo il testo della canzone, che è molto duro e parla di “conti non pagati” e questioni non risolte. È in qualche modo una metafora non solo della città, ma dell’Italia intera». (d.v.)
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