Scorribande di baby ladri ai Petali
I negozi della galleria saccheggiati ogni giorno da studenti che marinano la scuola per rubare: ieri tre denunciati
Non hai soldi, ma vuoi essere alla moda? Ruba. Sembra questa la nuova tendenza tra i giovanissimi, che, ancora studenti e perciò con pochi spicci in tasca, non si fanno scrupoli nel saccheggiare negozi. Un allarme lanciato dai Carabinieri di Reggio e che, nello specifico, coinvolge il centro commerciale "I Petali", dove quotidianamente i militari si trovano a dover intervenire a causa del verificarsi di furti e furtarelli di ogni tipo: dal giaccone all'ultimo grido al gadget del valore di pochi euro.
Un fenomeno che ha visto come suo ultimo sfortunato protagonista il punto vendita Bershka, dove ad essere incastrati sono stati tre 17enni della Bassa reggiana. Il trio, infatti, dopo aver strappato l'antitaccheggio ad alcune maglie ed essersi diretto in un altro negozio della galleria per liberarsi dei dispositivi antifurto (temporaneamente nascosti nei rispettivi zaini, tra i libri di scuola) e scappare con il bottino, è stato fermato dai Carabinieri.
L'aria circospetta del gruppo, infatti, aveva precedentemente insospettito i commessi e, all'arrivo dei militari, i ragazzi non hanno fatto altro che confessare il reato e restituire la merce. Una vicenda che dai tre, tutti incensurati e provenienti da buone famiglie, è stata forse vissuta come forma di evasione alla routine quotidiana, quasi come goliardata, ma che, invece, è costata loro una denuncia per furto aggravato in concorso alla Procura dei minori di Bologna.
E tante altre sono ancora le denunce provenienti dagli esercizi presenti a "I Petali", dove, a detta dei Carabinieri, il fenomeno dei furti commessi da studenti di età inferiore ai 18 anni sarebbe «ampio e preoccupante». Un'affermazione che trova concordi i dipendenti dei negozi del centro commerciale, i quali, intervistati ieri, hanno testimoniato la criticità della situazione.
«Spesso di vedono commesse che escono dal negozio alla rincorsa dei ragazzini che scappano con la refurtiva, oppure, ogni tanto, si vedono intervenire anche i Carabinieri», racconta una dipendente di Desigual. E, a farle coro, sono anche Intersport e Jack&Jones, i cui commessi, a loro volta, parlano di inseguimenti, fatti anche in prima persona, pur di acciuffare il ladro.
«Il problema - dicono a Bershka e pure a Intersport - è che bisogna avere occhi ovunque, perché staccano gli antitaccheggio in qualsiasi punto del negozio e, per farlo, usano mani, denti oppure anche "pistole" apposite che vengono comprate online. In più, c'è chi infila i capi all'interno di borse "schermate" fatte in casa, per cui il sensore all'uscita non rileva nulla».
Lucia Cuccurese
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