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Un coro di «no» a biogas e trivellazioni

Un coro di «no» a biogas e trivellazioni

Correggio, folla al confronto tra i sette candidati sindaci voluto dai comitati locali. Tutti chiedono maggiori controlli

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CORREGGIO. Sono rimasti in molti fuori dalla porta del centro “25 aprile”, dove mercoledì sera si è svolto l’attesissimo incontro con i sette candidati sindaci del Comune di Correggio e i comitati delle associazioni ambientaliste, tra cui il comitato “Ronchi per l'ambiente”, il movimento “No Triv”, l’associazione “Ambiente e salute Correggio e San Martino” e il forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”. Centrali biogas e biomasse sul territorio, trivellazioni e Tmb sono state al centro di una discussione animata che ha coinvolto i sette candidati su alcuni dei temi “caldi” relativi all’ambiente e al territorio.

Temi molto sentiti non solo dagli esponenti dei comitati ma anche da tanti cittadini del comprensorio dell’Unione Pianura Reggiana.

E non è più, quindi, solo En.Cor a farla da padrone nelle discussioni di propaganda elettorale ma a ritagliarsi uno spazio importante ora ci sono anche le problematiche legate all’improvviso proliferare di centrali biogas e biomassa «dove vige – spiegano dal comitato “Ronchi per l’Ambiente” – l’assoluta mancanza di controlli da parte di tutti gli Enti».

Un vero problema perché molti di questi impianti, dicono dal comitato, «non seguono le regole, introducono nel digestatore prodotti diversi da quelli consentiti con gravi conseguenze per l’ambiente e il territorio».

Concordi sul fatto che questi impianti debbano essere più controllati, i candidati si sono espressi a favore di un’operazione di monitoraggio costante impegnandosi anche a facilitare l’accesso agli atti dei cittadini che ne facciano richiesta. Una “operazione trasparenza e controllo” che, però, non ha convinto del tutto il comitato Ronchi.

«Ci hanno promesso ispezioni, verifiche, trasparenza però quando poi abbiamo toccato il tasto dolente delle responsabilità dei Comuni sugli impianti biomassa e biogas ci sono stati i primi segnali di contrasto. E’ vero, come hanno detto alcuni candidati, che in un qualche modo “l’energia verde bisogna produrla” però questo bisogna farlo con buonsenso e nel rispetto della legge». Il comitato, poi, non avrebbe gradito il fatto che alcuni candidati sindaci abbiano sminuito il lavoro dei cittadini. «Per mesi abbiamo studiato le carte, denunciato e segnalato ciò che secondo noi non era congruo. I fatti ci hanno dato ragione e non crediamo che le firme raccolte e gli esposti inviati alla Corte dei Conti e alla Regione siano stati un lavoro da poco».

Come da poco non è stata la battaglia contro le trivellazioni nel territorio. Sbeffeggiati nei primi mesi in cui sbandieravano le possibili correlazioni tra le scosse del terremoto e le trivellazioni nel territorio, ora, a quasi un mese dall’uscita del rapporto della Commissione Ichese che confermerebbe alcuni dei loro sospetti, il comitato NoTriv ha chiesto ai candidati sindaco di esprimere la loro opinione in merito. Le risposte, però, come quelle date per il biogas, non hanno soddisfatto del tutto il comitato.

«Molti – spiegano dal comitato – hanno espresso contrarietà ma senza rispondere sul cosa farebbero come sindaci all’atto pratico per opporsi. Una delle poche note positive, però, è stato il ravvedimento pubblico di Enrico Ferrari (Udc): un anno fa votò contro la delibera dell’odg contro trivellazioni e mercoledì sera, dopo che in questi mesi si è letto la documentazione che gli abbiamo inviato, ha riconosciuto che non è la paura (o altre motivazioni infondate) che ci fa muovere ma una seria analisi da parte della nostra associazione di tutti i problemi annessi e i benefici nulli di questa attività. Crediamo che in passato c’è stata troppa superficialità nel trattare tematiche ambientali come questa. E’ vero che le conoscenze sulle attività legate agli idrocarburi cinquantanni anni fa non si conoscevano ma ora le cose son cambiate e si sanno benissimo gli effetti negativi».

Tutti i comitati, quindi, se ne sono andati con tanti dubbi e un’unica certezza: «Non molleremo la presa, vigileremo sul territorio e verificheremo se il futuro sindaco manterrà le promesse fatte». A riprova, presto il video della serata sarà caricato su Youtube e diffuso sui canali Facebook delle associazioni.

Silvia Parmeggiani

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