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Conto vuotato, la casalinga accetta l’offerta della banca

di Mauro Grasselli
Conto vuotato, la casalinga accetta l’offerta della banca

Scandiano: l’ex marito, non autorizzato, aveva prelevato somme in più occasioni Dopo la denuncia di Simona Bonini, il Ccr ha alzato la cifra da 3mila a oltre 11mila

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SCANDIANO. Simona Bonini, la casalinga in lotta con il Credito Cooperativo Reggiano di Scandiano per il conto corrente svuotato dal marito, ha accettato gli 11.500 euro che la banca le ha offerto per chiudere la vicenda. L’atto formale di accettazione dell’assegno circolare da parte della casalinga di Bosco di Scandiano è avvenuto nei giorni scorsi. Inizialmente la banca le aveva offerto 3.000 euro, e lei aveva risposto «no», presentando una denuncia a Finanza, Procura di Reggio e Banca d'Italia per riavere l’intera somma che si trovava sul suo conto corrente: 16.500 euro. Conto svuotato con 4 prelievi, rispettivamente di 6.000 euro (7 marzo 2006), 3.000 (28 agosto ’09), 3.500 (25 settembre ’09) e 4.000 (23 dicembre ’09). Per la banca, il primo prelievo recava la firma vera di Simona Bonini. Per la casalinga, anche quella era stata contraffatta dal marito (ora ex).

Lei scoprì tutto nel 2011: «Mi ero quasi dimenticata di quei soldi. Dovendoli usare per il futuro dei miei figli, da molto tempo non avevo più controllato il conto corrente». Anche perché nessuno, tranne lei, era autorizzato a operare sul conto. La donna andò in banca e chiese le contabili attestanti i prelievi. La banca tergiversò, e lei dovette insistere parecchio per averle. Anche suo padre Giancarlo andò in banca: «Ho dovuto battere i pugni sul tavolo del direttore. Chi vi ha dato l'autorizzazione a consegnare i soldi di mia figlia?»

Dopo aver partecipato all'incontro pubblico organizzato nel marzo scorso a Casalgrande dall'associazione scandianese "Interessicomuni", fondata da Angelo Santoro – assemblea cui ha partecipato l'avvocato Serafino Di Loreto, esperto di diritto bancario, usura bancaria e anatocismo – la casalinga ha cambiato l'avvocato di fiducia e ha ripreso la battaglia, spalleggiata da Santoro e Di Loreto. Dopo la denuncia a Procura, Finanza e Banca d'Italia, il Ccr le ha offerto 11.500 euro in cambio della chiusura della vicenda e alla rinuncia a tutte le denunce.

«Purtroppo poche persone hanno il coraggio che ha avuto Simona Bonini – commenta Angelo Santoro – e tanti hanno paura di essere “massacrati” dalle banche. Ma la chiusura di questa vicenda è importante perché attesta la possibilità di ottenere ciò di cui si ha diritto. A Simona Bonini servivano quegli 11.500 euro, ma se avesse potuto aspettare avrebbe ottenuto l’intera cifra. Lo scopo di “Interessicomuni” (info@interessicomuni.eu) è appunto quello di accendere una luce e dare coraggio alle tante aziende e persone normali in difficoltà con le banche».

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