Dopo 70 anni di storia chiude l’asilo parrocchiale
Villa Minozzo: inviate le lettere di licenziamento alle due insegnanti e alla cuoca Pochi bambini e costi elevati alla base della decisione di parroco e direzione
VILLA MINOZZO. Ieri mattina alla festa delle scuole Fism dell’Appennino, andata in scena a Castelnovo Monti, in un’atmosfera comunque molto positiva data la presenza di centinaia di bambini, c’era un’ombra di tristezza, perché per l’asilo Iori-Olmi di Villa Minozzo sarà l’ultima partecipazione. A giugno l'asilo chiuderà. La notizia è emersa solo in questi giorni, mentre il personale dell’istituto ha ricevuto una lettera con l’annuncio, firmata dal parroco don Alberto Nava e dalla direzione, lo scorso 25 marzo.
Una lettera che, con un preannuncio piuttosto contenuto, annuncia il licenziamento delle due insegnanti, Chiara Baroni e Benedetta Borghi, della cuoca, mentre incerta sarà la permanenza delle due suore che attualmente “gravitano” attorno alla materna. Ieri, tra i genitori ma anche tra le persone vicine alla materna, si respirava una chiara delusione, mentre venivano formulate alcune domande alle quali finora non è stata data risposta, a fronte delle uniche spiegazioni date, legate ai pochi bambini iscritti e ai costi alti.
Perché, visto che l’asilo era in difficoltà economiche da anni, è stata data notizia della chiusura solo un mese fa circa, dopo che a gennaio erano state raccolte le iscrizioni? Perché non è stata coinvolta la comunità, che in altri casi simili in altri territori ha sempre mostrato impegno per salvaguardare gli asili parrocchiali?
Ci sono in montagna anche asili che hanno meno iscritti degli attuali 19 dello Iori-Olmi (e dei 18 che si erano già iscritti per l’anno prossimo) che riescono a sopravvivere, come mai qui non è stato possibile?
Domande che pone anche Mariannina Sciotti, responsabile della Fism, che non nasconde il suo disappunto per la chiusura: «Queste scuole sono un patrimonio storico del territorio, quella di Villa era aperta da 70 anni. Altre hanno più di un secolo, e hanno attraversato periodi economici anche peggiori di questo. Difficoltà di bilancio ne hanno un po’ tutti, ma ovunque prima di arrivare a chiudere sono state cercate altre strade. Qui mi pare si sia voluto fare in fretta e senza troppo clamore. E mi dispiace molto».
L’impressione è che questa chiusura faccia comodo a troppi: alla parrocchia, che di fatto lascia un servizio che creava debiti; al Comune, che manterrà il servizio, come ha annunciato il sindaco Luigi Fiocchi, apendo una sezione di scuola materna statale (che finora c’era a Minozzo ma non nel capoluogo), tra l’altro negli stessi locali; a una parte dei genitori che, divenendo la scuola pubblica, si vedrà la tariffa notevolmente ridotta. A dispiacersi restano solo quei genitori che avevano scelto l’asilo parrocchiale per le sue peculiarità educative e del piano di formazione. Ma c’è la sensazione di aver perso qualcosa di importante. (l.t.)
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