Gazzetta di Reggio

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Grillo riempie la piazza e spara su Delrio

di Evaristo Sparvieri
Grillo riempie la piazza e spara su Delrio

Il leader del M5S attacca il sottosegretario del Governo Renzi: «Doveva tornare a fare il ricercatore, farà il ricercato»

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«Andavamo in Municipio a cercare Delrio e lui scappava dalle porte secondarie. Ora è andato a fare danni a livello nazionale. Me lo ricordo quando diceva: “finito di fare il sindaco andrò a fare il ricercatore...” tra un po’ andrà dall’altra parte e farà il ricercato». Infiamma la piazza, che lo ricambia con boati. E lancia bordate a tutti, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier, Matteo Renzi, fino a Silvio Berlusconi, tirando fuori il meglio del suo repertorio: le coop rosse, Telecom, Olivetti, Parmalat, Montepaschi di Siena, lo scandalo Expo.

Oltre cinquemila persone ieri sera in piazza Prampolini in occasione della tappa reggiana del Vinciamo Noi Tour del leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Il palco posizionato proprio sotto la statua del Crostolo. Nel mirino, il Comune e le ormai imminenti elezioni del 25 maggio. E sono stati proprio i 16 candidati sindaco a 5 Stelle della nostra provincia ad aprire la serata, alle 20, introdotti dal consigliere uscente, Matteo Olivieri, al quale Norberto Vaccari, il candidato reggiano, ha consegnato una targa per ringraziarlo del lavoro finora svolto in consiglio. Grillo arriva in piazza alle 21 in punto, a bordo del suo camper. Ma, prima di salire, un piccolo summit off-limits con Vaccari e con il docente e ambientalista Walter Ganapini, che poco prima aveva a sua volta entusiasmato la platea, intrattenuta anche da una squadra di parlamentari grillini. Tra questi, la reggiana Maria Edera Spadoni. Sul palco, anche il candidato alle Europee, Alessandro Marmiroli.

Ma il pubblico è tutto per Grillo, che sale sul palco verso le 21.30 e subito si scalda con qualche battuta sul ponte di Calatrava e sulla stazione Mediopadana, considerate come opere deserte. Poi lancia le sue stoccate. Al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex sindaco, Graziano Delrio. Ma non solo.

«Qui c’era il Pci, qui sono nate le cooperative. Questa è la piazza dell’inventore delle cooperative: oggi non ci sono più i figli degli operai, sono i figli dei massoni che hanno preso il posto di questa gente qua – attacca – Il sogno del comunismo era bellissimo. Non sono risusciti nemmeno a fare una lista Pc nella terra del Pc». Su Renzi, «non mi viene voglia di scherzaci. Quando vedo Renzi e Berlusconi non so chi sia il vivo. Sono persone diaboliche: si presentano come nuove ma sono figli di Troika».

E poi: «Il presidente della Repubblica riceve un condannato in via definitiva». Scoppia il boato, cui seguono le critiche dure al Jobs Act, in difesa del reddito di cittadinanza: «La parola lavoro nasconde il più grande ricatto, quale lavoro retribuito o non retribuito, hanno fatto una legge che precarizza la vita, non il lavoro».

Nel mirino, anche gli 80 euro del governo in busta paga: «Un’offesa, anche per un povero. Si spartiscono il Paese». Ironia sui sondaggi («Siamo all’89%»), prima di presentare i candidati in lizza per le Europee, non risparmiando una frecciata al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, grande assente della serata, che proprio sulle candidature europee aveva espresso delle critiche. «Ci hanno accusati che sono sconosciuti: è il nostro orgoglio che siano sconosciuti. Sono sconosciuti soprattutto alle procure. E se qualcuno sbaglia se ne va».

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