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I candidati: «Sospendere subito il cantiere»

I candidati: «Sospendere subito il cantiere»

L’ inchiesta infiamma la campagna elettorale. Ma Vecchi non ci sta: «No alle strumentalizzazioni»

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REGGIO. È un coro quasi unanime: «Sospendere il cantiere del Park Vittoria». Lo chiedono i candidati sindaci, con l’esclusione di Luca Vecchi, che invece ritiene non si debba strumentalizzare a fini elettorali l’indagine della magistratura milanese. Ma l’inchiesta sull’Expo 2015 è piombata come un uragano nella campagna elettorale, investendo con le perquisizioni alla Reggio Parcheggi uno dei temi più caldi della città. Donatella Prampolini, candidata del centrodestra, ha annunciato che oggi, insieme alle liste che la sostengono, presenterà un esposto per bloccare il cantiere, nel corso di un incontro in programma alle 11.30 alla libreria Ariosto. È qui che illustrerà contenuti e motivi dell’iniziativa. Una decisione presa «alla luce delle gravissime contestazioni apparse sulla stampa, per dare risoluzione concreta ad un tema che ha interessato per mesi la città».

Da sempre contrario al Park Vittoria, contro il quale ha raccolto diecimila firme, anche Antonio Casella, candidato di Reggio democratica e del Pdci, chiede il fermo immediato dell’opera: «Già avevamo dubbi sulla fattibilità tecnica ed economica - afferma - Ancor di più ora: dobbiamo tutelare Reggio da tutte le possibili ricadute dell’inchiesta in atto a Milano. Chiediamo alla giunta chiarezza sul grado di coinvolgimento delle persone implicate nell’inchiesta». Un appello condiviso anche da Norberto Vaccari, candidato sindaco del M5S, per il quale il parcheggio è «nato male, con tantissime ombre sin dalla costituzione del gruppo che ha proposto il project financing». Secondo il candidato M5S, nell’indagine milanese c’è «uno strano e inquietante parallelismo con Reggio». Ed è per questo il M5S «chiede che si sospenda immediatamente l’esecuzione dei lavori del parcheggio, in attesa dell’esito delle indagini, per verificare se i soggetti costituenti l’Ati conservano o meno la fiducia dell’amministrazione e le caratteristiche per potere attuare e gestire un’opera che dovrebbe essere pubblica»

Soddisfazione per il lavoro della magistratura è espresso da Francesco Fantuzzi di Un’Altra Reggio. «Non posso che confermare ciò che dico da mesi: è un’opera inutile e dannosa per l’economia dell’Isolato. Io la bloccherei del tutto, a prescindere dall’inchiesta della magistratura, che ha messo in luce i dubbi che ho sempre nutrito». Per Ernesto D’Andrea di Città del Tricolore, «vale la pena approfondire quanto sta accadendo e sospendere il cantiere in via cautelativa, considerando chead essere coinvolta è una società che ha un rapporto in essere con il Comune, che invece deve avere rapporti solo con società al di sopra di ogni sospetto. Anche se i fatti non riguardano Reggio». Di parere simile Cinzia Rubertelli di Grande Reggio e Progetto Reggio: «Sono assolutamente per la sospensione dei lavori. Riteniamo che il Comune debba agire in autotutela per sospendere e bloccare questa vicenda». Sospendere il cantiere, ma tutelare i suoi lavoratori, è anche ciò che chiede il candidato della Lega, Gianluca Vinci. Ma non per l’inchiesta. «Non ritengo di dover chiedere lo stop ai lavori su questi motivi, ma per altri: il cantiere è da sospendere per cambiare il progetto perché da tempo lo chiede la cittadinanza». Luca Vecchi, invece, si augura che «la politica non strumentalizzi l’inchiesta», chiedendo di «lasciare fare alla magistratura il proprio corso»: «Sono sempre stato sinceramente garantista. Qui c’entra la magistratura, e si dovrà andare a fondo nelle indagini su fatti che riguardano l’Expo e non Reggio. Il tentativo di portare tutto dentro un minestrone strumentale ed elettorale è irricevibile per una città come Reggio. I fatti sono precisi. Su quale base si può chiedere la sospensione? Si può farlo se non si è d’accordo con il progetto, ma non perché c'è un’inchiesta a Milano. Così la sospensione diventa un’operazione strumentale per intorpidire il clima politico». (e.spa.)

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