INCHIESTA EXPO L’uomo della mazzetta: «Domani sarò a Reggio»
Nelle carte dell’inchiesta sull’Expo, Cattozzo parla di una riunione in città. Il ruolo di Lodetti e quello dell’imprenditore correggese Angelo Morini
REGGIO.
«..Domani sono a Reggio, ho una riunione alle 10...». E’ una frase tra le migliaia, intercettata dagli uomini della Direzione investigativa antimafia che in queste ore hanno scoperchiato il marciume di una nuova tangentopoli, fiorita attorno agli appalti per l’Expo.
La frase è di Sergio Cattozzo, 67 anni, uomo politico ligure strettamente legato all'ex Senatore di Forza Italia Luigi Grillo. A parlare con Cattozzo c’è l’imprenditore vicentino Enrico Maltauro, un altro elemento chiave dell’inchiesta che, nei giorni scorsi ha portato i militari della Guardia di finanza a perquisire anche la sede di Reggio Emilia Parcheggi Spa e ad indagare il correggese Angelo Morini, imprenditore nel campo delle forniture sanitarie.
I due sono, loro malgrado le nuove icone di questa nuova tangentopoli. Già, perché sono proprio loro due che vengono filmati dagli investigatori della Dia mentre si scambiano una mazzetta. «Sono quindicimila.. » si sente nell’audio dell’intercettazione che li ritrae uno accanto all’altro in Corso Sempione a Milano, teatro della tangente en plen air.
I due fanno parte - secondo gli inquirenti - di quella sorta di “cupola” che almeno da un anno e mezzo “governava” la gestione degli appalti per Expo 2015. In particolare, se Maltauro - secondo gli inquirenti - era il trait d’union tra le aziende e i pubblici ufficiali deputati a gestire le gare d’appalto, Cattozzo era uno degli intermediari con la politica.
Che fossero trasporti, parcheggi, o appalti sanitari, poco importa: tutto passava da questa cupola che anche attraverso figure “storiche” della prima tangentopoli, come Primo Greganti (il compagno G, l’osso più duro del pool Mani Pulite), o come l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio.
Mentre Reggio si interroga sulle conseguenze di questa inchiesta, ad esempio sul futuro del Park Vittoria, l’appalto gestito proprio dalla Reggio Parcheggi Spa guidata da Filippo Lodetti (più volte citato nelle carte dell’ordinanza, l’amministratore delegato non risulta tra gli indagati), la frase pronunciata invece dall’uomo della mazzetta, Sergio Cattozzo, getta un’ombra ulteriore sulla città.
LA TELEFONATA. E’ il 9 gennaio scorso, alle 10,53, quando Cattozzo chiama Maltauro: «.. Perché io ieri ero giù a Roma... e ho alcune notizie da darti perché ero a pranzo con i miei amici» dice.
Maltauro dà l’impressione di attendersi buone notizie. Di cui però non è “igienico” parlare al telefono. Così i due si accordano per un incontro: «bah senti Sergio - dice - io ti dirò questo: tutto sommato ci vediamo mercoledì prossimo a Roma, non credo che cambi...».
Cattozzo non la pensa così: occorre oliare ancora la macchina, in particolare «il problema era che poi tu ti dovevi fissare due appuntamenti a Milano all’inizio della prossima settimana che te li devo dire eh...». Occorre vedersi prima, dunque. Anche pochi minuti ma è importante. Maltauro allora propone: «Eh allora vediamoci un attimo domani. Tu sei a Modena domani, no?».
Cattozzo lo corregge: «Io sono a Reggio Emilia domani eh.. E ho una riunione alle 10. Finirò alle 11 e poi non ho difficoltà a fare 100 chilometri». Il riferimento è alla distanza con Vicenza, città in cui si trova Maltauro. «Faccio Reggio Modena Verona Vicenza e ci metto meno di un’ora» dice Cattozzo.
PERCHE’ A REGGIO. Al di là della curiosità circa la cilindrata dell’auto di Cattozzo, il dato inquietante di questa telefonata è proprio la frase che riguarda la nostra città. Chi doveva incontrare il 10 gennaio scorso a Reggio Sergio Cattozzo, politico genovese legato a filo doppio con Luigi Grillo?
Probabile che l’incontro fosse proprio con l’amministratore delegato di Reggio Parcheggi che nell’ordinanza figura più volte come legale rappresentante della Final Spa, il colosso dei servizi alla mobilità (partecipato proprio da Reggio Parcheggi). Ma si tratta di una congettura, che peraltro non spazza via le nubi, semmai ne porta di nuove. La “riunione” che Cattozzo aveva a Reggio potrebbe anche non essere infatti con Lodetti che in questa intercettazione non viene citato, mentre in altre il suo nome viene fatto tranquillamente.
IL CASO MORINI. L’altro nome che ricorre spesso nelle carte dell’ordinanza - nella parte relativa agli appalti ospedalieri e sanitari in genere - è poi quello di Angelo Morini. Alla Servizi Ospedalieri S.p.A. di Ferrara, interpellata sul coinvolgimento nell’inchiesta, hanno dirottato sulla Manutencoop di Bologna, capo fila negli appalti sotto inchiesta, il cui ufficio stampa, in una nota diramata nel pomeriggio conferma la notifica dei decreti di perquisizione e sequestro (il blitz della Finanza è avvenuto giovedì), precisando però «di ritenersi del tutto estranea alle ipotesi di reato per cui sta procedendo la procura milanese, avendo sempre operato con la massima trasparenza nel settore degli appalti pubblici e confida nella più rapida definizione delle posizioni processuali (Angelo Morini e Paolo Leonardelli) coinvolte nell’indagine».
massimosesena
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