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Reggio Terzo Mondo in Albania

Reggio Terzo Mondo in Albania

I missionari reggiani tornano con un progetto contro la violenza sulle donne

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Nei giorni scorsi ha preso avvio in Albania la campagna contro la violenza domestica ai danni delle donne e dei bambini, lanciata da Reggio Terzo Mondo con il titolo "Waves, a passi leggeri". Lo scopo è quello di contrastare una piaga sociale di cui molti si scandalizzano nel ricco e progredito Occidente, ma che trae origine da costumi arcaici ancora molto radicati nelle aree più povere e arretrate. Perciò Rtm ha scelto di agire nel distretto di Puka, una misera area rurale del nord dell'Albania che conta 24.300 abitanti.

I suoi principali interlocutori sono ottomila donne del luogo, che verranno sollecitate a prendere coscienza del problema per favorire il cambiamento di una mentalità portata ad ignorare o a subire passivamente i comportamenti violenti. Secondo le statistiche più recenti in Albania il 56% delle donne e il 45,8% dei bambini sperimentano almeno una forma di violenza domestica nella loro vita. Reggio Terzo Mondo è consapevole della difficoltà di contrastare tale fenomeno.

I suoi sforzi, fra l'altro, porrebbero essere vanificati da un atteggiamento di superiorità neocoloniale. Occorrono, invece, una comprensione profonda delle dinamiche familiari e sociali che inducono quei comportamenti e una disponibilità a collaborare con le migliori energie della società albanese. "La violenza domestica - ammette l'associazione - si sconfigge solo generando un cambiamento culturale che necessita anni per essere attuato con l'impegno congiunto e attivo di istituzioni e società civile. Rtm e i suoi volontari sono pronti a fare la loro parte".

Di conseguenza l'attività si svolgerà in primo luogo sul piano della prevenzione, in stretta collaborazione con i professionisti e i pubblici ufficiali che hanno a che fare con questo problema. E' previsto, cioè, un programma di sensibilizzazione e formazione rivolto ai medici, agli agenti di polizia, al personale giudiziario, ai funzionari comunali ed agli insegnanti, che saranno riuniti intorno a un tavolo di coordinamento delle iniziative. Il secondo fronte di intervento sarà rivolto direttamente alle vittime della violenza, con la creazione di uno "sportello donna" e di gruppi di mutuo aiuto. Infine sarà promosso il loro reinserimento tramite un fondo per offrire un alloggio autonomo, borse lavoro, corsi di formazione professionale e start-up di microprogetti.

Luciano Salsi

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