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il siparietto

Gaffe (con battibecco) della Sassi

L’assessore chiama il vescovo “sindaco”, lui la corregge, lei replica

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Sarà stata l’emozione, la tensione del momento, ma ieri salutando gli ospiti dell’inaugurazione, l’assessore alla scuola Iuna Sassi è stata l’involontaria protagonista di una gaffe: ha infatti chiamato “sindaco” il vescovo Massimo Camisasca. Il quale ha abbozzato un sorriso tra il gelo dei presenti e ha sdrammatizzato con una battuta: «Se fossi sindaco, avrei meno problemi». Poteva finire così, insomma: la risposta del vescovo prescindeva da un confronto - impossibile - tra i due ruoli. La cura delle anime, per capirci, non può essere paragonata alla gestione della cosa pubblica.

Una tesi che però non trovava d’accordo l’assessore Sassi, che - resasi conto del lapsus verbi - si è subito scusata, replicando però: «Le assicuro - ha detto rivolta a Camisasca - che anche in un Comune come quello di Reggio Emilia di problemi ce ne sono molti, quindi lei ha ragione e torto».

In ogni caso, al termine della visita alle nuove stanze della scuola d'infanzia "Pio VI", le acque tra i due si sono rasserenate con un cordiale scambio di parole.

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