Il Crinale combatte l’esodo con nuovi piani urbanistici
L’Unione dei Comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto adotta Psc e Rue In 20 anni residenti calati del 15 per cento, solo 17 abitanti a chilometro quadrato
LIGONCHIO. Sono stati adottati nei giorni scorsi i principali documenti urbanistici, Psc e Rue, dell’Unione dei Comuni del crinale (Busana, Collagna, Ligonchio, Ramiseto), che da tempo hanno deciso di lavorare in modo associato a questi importanti strumenti. L’approvazione è arrivata all’unanimità. Spiega Giorgio Pregheffi, presidente dell’Unione e sindaco di Ligonchio: «I 4 Comuni del crinale, che fanno parte del Parco nazionale e hanno avviato il percorso di fusione, sono dotati di strumenti urbanistici ormai datati, non più in grado di rispondere con efficacia alle esigenze di sviluppo e tutela dell’ambiente naturale e del paesaggio che sia il Piano territoriale di coordinamento provinciale, sia la vigente legislazione urbanistica regionale richiedono in modo particolare proprio per i territori più penalizzati per difficoltosa accessibilità e scarsa tenuta demografica. La popolazione dei 4 Comuni nel ventennio 1991- 2011 è diminuita di 853 abitanti, con percentuali di decremento medie del 15%. Su un territorio di 257,11 kmq, al 31 dicembre 2013 risultano residenti 4.429 abitanti, con una densità media di soli 17,23 abitanti per kmq, con una elevata percentuale di popolazione anziana e una composizione media del nucleo famigliare ormai sceso al di sotto delle 2 unità in tutti i 4 Comuni. Su tale area hanno inciso negativamente il perdurare della crisi economica, l’esodo di popolazione giovane e le difficoltà del settore turistico, cui le politiche di Parco, proprio per la scarsità delle risorse spendibili in investimenti, non hanno potuto imprimere nuovo slancio imprenditoriale».
L’assessore all’Urbanistica dell’Unione e sindaco di Collagna, Paolo Bargiacchi, afferma: «Con questo stato di cose, i nuovi strumenti urbanistici dei Comuni dell’Unione prefigurano strategie di riassetto territoriale e rilancio socio- economico da affrontare nei prossimi 15 anni come Comune unico. Fondano le proprie radici nella storia delle comunità locali e nella vocazione turistica e agricola della montagna reggiana, che ha relazioni con la pianura padana e con i versanti toscano e ligure. Il quadro strategico condiviso per lo sviluppo delle aree montane e le condizioni per trasformare gli obiettivi in risultati concreti passa per una serie di progetti speciali, tesi a contrastare l’esodo demografico e l’invecchiamento della popolazione, a messa in sicurezza idrogeologica, salvaguardia del territorio, attivazione di efficaci politiche di parco e a favorire gli insediamenti produttivi compatibili con l’ambiente, promuovere il marketing territoriale mettendo al centro del progetto le specificità dei diversi ambiti comunali, incentivare l’agricoltura biologica, la coltivazione del bosco, lo sviluppo del prato pascolo e l’agricoltura d’alta quota anche per promuovere il turismo bistagionale, migliorare le attrezzature sportive-ricreative e la sentieristica, potenziare i servizi a rete per il radicamento della popolazione residente, favorire, con adeguate politiche di sostegno delle iniziative imprenditoriali e di defiscalizzazione, contrastare il rischio geologico-sismico attraverso una capillare operazione di manutenzione del territorio, incrementare l’utilizzo di fonti energetiche alternative». (l.t.)
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