Un albero in ricordo delle vittime
Castelnovo Monti: i ragazzi l’hanno portato dall’Appennino e piantato a Kahla
Gli alunni e la folta delegazione di Castelnovo Monti hanno visitato venerdì i luoghi dove migliaia di deportati italiani hanno lavorato e molti dei quali morirono per la fatica e gli stenti, fame compresa.
In mattinata è stato visitato il campo di concentramento di Buchenwald e nel pomeriggio hanno partecipato alla commemoraziomne e visitato il Museo della Collina di Wallpersberg. Alla cerimonia ha pertecipato il locale borgomastro e, in rappresentanza del sindaco, l’assessore ai Servizi sociali Mirca Gabrini. Presenti, provenienti da Castelnovo coi loro mezzi, i due figli (Claudio e Carmen) del deportato Emete Zuccolini, deceduto a Kahla.
La partecipazione è stata molto sentita e l’emozione ha fatto la sua parte. Dopo i discorsi ufficiali, sono state deposte le corone sia al monumento comune sia al cippo fatto erigere dalla giunta castelnovese, che ricorda i montanari reggiani che hanno perso la vita nei campi: Pierino Ruffini, Anselmo e Renato Guidi, Inello Bezzi, Attilio Coli, Ermete Zuccolini, Francesco Toschi e Pigoni Agostino di Carniana.
Subito dopo, gli studenti hanno messo a dimora vicino alla lapide un Sorbo autoctono detto “degli uccellatori” proveniente dalle montagne reggiane. I ragazzi delle elementari, presenti con le loro insegnanti e alcuni genitori, hanno curato un progetto chiamato “Da una montagna di sofferenza... a una montagna di speranza”, distribuito ai partecipanti. Gli autori sono Giulia Tincani, Andrea Ceretti,Klevis Jiergi, Alice Corsi, Marco Fabbiani, Gabriele Ferri, Lorenzo Devicienti, Sara Teneggi, Alessandra Severi, Alisia Altarelli, Grazia Azzolini, Irene Ghirelli e le insegnanti Esterina Fioroni e Silvia Angelici.
Doveva partecipare anche il 90enne Afro Vasirani di Carniana, l’unico superstite montanaro dei campi di lavoro in Germania ancora vivente, ma problemi di salute della moglie lo hanno costretto a dare forfait. Era invece presente il deportato marchigiano Ermanno Falcioni, 96 anni, che ha raccontato la sua storia di prigioniero. Anche il segretario del Pd di Casina Luca Zini ha raggiunto Kahla con la sua famiglia. Ieri si sono svolte una commemorazione al cimitero di Kahla e una cerimonia in municipio, dove i ragazzi sono stati ricevuti dal borgomastro.
Domenico Amidati
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