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Una lapide per le vittime del rogo

Una lapide per le vittime del rogo

Guastalla: collocata nella rinnovata piazza Repubblica, nel punto del tragico rogo

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GUASTALLA. Dopo i lavori di riqualificazione, ieri piazza della Repubblica è tornata a ospitare il mercato settimanale. L’inaugurazione ufficiale della nuova area mercatale avrà luogo questa mattina, alle 9.30, in occasione della “Gnoccata di Guastalla” con tanto di sfilata del corteo storico e alla presenza delle varie rappresentanze istituzionali civili, militari e religiose.

Ieri, invece, nello stesso punto e alla stessa ora della tragedia del 9 marzo 2013, è stata scoperta una lapide a ricordo delle tre donne che rimasero intrappolate e uccise nel rogo del furgone-rosticceria di Francesco Mango: la moglie Teresa Montagna, 49 anni; la figlia Rossana Mango di 27 e la cognata Bianca Maria Montagna di 43. Alla cerimonia erano presenti il vicesindaco Vincenzo Iafrate, gli assessori Elisa Rodolfi e Fabrizio Mossini, il capogruppo di maggioranza Claudio Benatti con il collega Andrea Alberini oltre al parroco di Guastalla, don Alberto Nicelli, vicario generale della diocesi di Reggio e Guastalla, che ha benedetto la lapide.

Presente anche l’artista Maurilio Iembo di Gualtieri, con la sorella Moira che ha descritto e interpretato l’immagine. «L’opera nasce dal desiderio dell’artista di esprimere in modo tangibile, attraverso le forme e i colori di una pittoscultura, il dolore che ha travolto e sconvolto il 9 marzo 2013 sia una famiglia in particolare ma anche la comunità guastallese e le comunità limitrofe, dove molte persone si sono trovate smarrite e impotenti di fronte alla tragica esplosione che si è verificata a Guastalla durante il tradizionale svolgimento del mercato – ha detto Moira Iembo – Volutamente non è stata data un’identità fisica all’immagine umana che si vede prostrata ai piedi delle tre anime bianche salite al cielo, in quanto in questa stessa immagine piegata dal dolore vi si può riconoscere ognuno di noi per quanto, a proprio modo e a propria misura, può essersi sentito colpito da questa tragedia. I colori aiutano a interpretare meglio quello che l’artista ha voluto esprimere. Volendo dare un’interpretazione simbolica dei colori, la testa dell’anima affranta è stata dipinta in giallo, simbolo della luce, dell’energia mentale, della conoscenza ma anche della presa di coscienza; il corpo, invece, dipinto di un viola scuro simboleggia l’attitudine a identificarsi con il prossimo ed evidenzia la parte emotiva dell’individuo che si esprime in tutta la sua fragilità».

Dopo la cerimonia molte persone si sono soffermate davanti alla lapide facendosi il segno della croce: tra queste una signora anziana sopravvissuta alla tragedia, in lacrime, e che portava ancora i segni delle ustioni sul viso.

Mauro Pinotti

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