Gazzetta di Reggio

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Gli sberleffi e la grande abbuffata

Gli sberleffi e la grande abbuffata

Pro loco, Comune e tutte le associazioni del territorio hanno lavorato per realizzare la manifestazione

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GUASTALLA. Da tre anni Guastalla aspettava questo evento. Nonostante i tempi stretti, Pro loco e Comune hanno lavorato con tutte le associazioni del territorio per non far mancare ai concittadini la tradizionale manifestazione. Già dalle 8 di mattina il parcheggio del piazzale “Ragazzi del Po” era esaurito. Gli spettatori hanno faticato non poco per trovare un posto libero, dagli argini maestri ai vicoli più nascosti della città. Il cielo grigio del mattino che minacciava qualche scroscio di pioggia non ha spaventato organizzatori e figuranti, e neppure la gente, arrivata a Guastalla munita di macchine fotografiche e tablet. Nel pomeriggio poi è arrivato il sole, e al corteo storico delle 17.30 c'era una vera e propria bolgia di gente. Alle 9, il gruppo di “soldati” di Tagliata, con i loro finti “moschetti” erano già in piazza Mazzini a darsi la giusta “carica” per prepararsi al corteo storico e, in perfetto coro da stadio, hanno perfino scherzosamente sbeffeggiato il vicesindaco Vincenzo Iafrate, che è stato simpaticamente al gioco. Intanto da Largo dei Mille arrivava il suono ritmato dei “Tamburi del Crostolo”. Il sindaco Giorgio Benaglia, all'altezza di palazzo ducale, avvolto alla vita da una fascia rossoblù, è salito sulla carrozza. Tra le mani, un cuscino dorato con le simboliche chiavi della città da consegnare a Re Serpo XIII, impersonato, come avviene ormai dal 1996, da Giacomo Ciccio Valenti. Ieri era la festa della mamma, e per la prima volta in via Gonzaga si è insediato lo stand dell'Airc con la vendita di azalaee. E qui, nei panni cardinalizi, c'era il consigliere regionale lombardo Claudio Bottari, che nel 2011 aveva impersonato Silvio Pellico. Su via Gonzaga qualcuno, beffardamente, ha messo una bandierina con scritto “Soldato caduto” su un mucchietto di sterco di cavallo, tra l'ilarità della gente. Intorno alle 10.30 è partito il corteo storico, preceduto dalla sfilata di auto d'epoca, una trentina in tutto. Ad aprire il corteo il gonfalone della Pro loco seguito dalla Confraternita degli Gnocchi. Poi le streghe che regalavano caramelle ai bimbi e lanciavano piccole bombette carta. A seguire, giocolieri e mangiafuoco, applauditissimi. Per più due ore hanno sfilato, musici, sbandieratori, damigelle, cortigiane, nobili, prelati, cavalieri, zingari, il carro dei pegni e del tiro a segno, arrotini, contadini a bordo di uno “scoppiettante” Landini trainante una trebbiatrice d'epoca, danzatrici e perfino un gruppo di bagnanti nei classici costumi ottocenteschi. Alla fine è arrivato anche Re Serpo XIII, tra urla e applausi generali. In piazza Mazzini, sotto la statua di “Frantòn”, frate Antonio Lecci dava il benvenuto ai gruppi di Empoli e Torino, descriveva chi erano gli Opus Dei, gli ArchiMossi e i Musicianti d'la Bas. Il profumo dei piatti di gnocchi ha cominciato a invadere l'aria e la gente ha iniziato a prendere posto davanti alle transenne dove avveniva la distribuzione dei piatti. Una miscellanea di musiche, tra squilli di tromba, violini, rulli di tamburi, hanno fatto da sfondo all'abbuffata. Cosa che si è ripetuta anche per tutto il pomeriggio. Divertimento, allegria e amicizia le parole d'ordine della Gnoccata 2014. (m.p.)

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