Lipski, la forza della testimonianza
Correggio: il sopravvissuto al ghetto di Minsk chiude la terza edizione di “Era”
CORREGGIO. Si è conclusa ieri, con l'ultima testimonianza e il pranzo di brigata sotto i portici di corso Mazzini, la terza edizione di “Era”. La manifestazione dedicata alla Resistenza italiana ed europea è giunta al termine portando con sé i racconti degli uomini e delle donne che quel periodo l'hanno vissuto in prima persona, come quello, seguitissimo, di ieri mattina che ha portato a Palazzo Principi Felix Lipski, sopravvissuto da bambino al ghetto di Minsk, il quale ha raccontato la sua esperienza e quella della madre, la partigiana Rosa Lipskaja. «Di quel periodo, su alcuni episodi ho avuto dei buchi di memoria – ha spiegato Felix Lipski – che però ho sempre colmato documentandomi, anche con la ricerca storica negli archivi, e con le testimonianze della gente».
Nei suoi ricordi – quelli di un bambino – i bombardamenti, il calore di una città avvolta dalle fiamme, la fuga e il ritorno in una casa che ormai «era solo un cumulo di cenere». Una testimonianza molto seguita, l'ultima delle tre promossa da questa edizione di Era, che ha portato a Correggio anche Herbert Herz (in collegamento Skype) e il partigiano modenese Ezio Bompani. Un momento di festa e riflessione che non è stato cancellato dal brutto episodio accaduto sabato pomeriggio, quando alcuni dei ragazzi del gruppo della resistenza tedesca hanno scaraventato a terra le bandiere e il banchetto elettorale della lista di centrodestra. «Un brutto episodio che purtroppo non doveva accadere – hanno spiegato di nuovo ieri mattina gli organizzatori di Era – ma il resoconto reso alla stampa è stato ingigantito». Nonostante questo episodio, il bilancio di questa edizione di Era è piuttosto buono: una bella partecipazione e un bel momento di dialogo, che ha riunito resistenti locali ed europei e li ha messi nelle condizioni di poter proseguire il loro confronto generazionale legato al momento partigiano e resistente. (s.p.)
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