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Gnoccata, polemica animalista: “Povero somaro”

Gnoccata, polemica animalista: “Povero somaro”

Guastalla, la discussione partita su Facebook per l’utilizzo di alcuni asini nel traino dei carri. La replica degli organizzatori: «Nessun maltrattamento»

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GUASTALLA (Reggio Emilia)

La “Gnoccata 2014" è stata sicuramente un grande successo, ma qualcuno, durante il corteo storico del mattino e poi su Facebook, ha avanzato una critica rivolta al carro dell’Unione Campanari Reggiani, i cui rappresentanti, hanno portato al corteo storico, un carro con una batteria di campane, trainato da un solo asinello.

Nicoletta Daolio scrive: «Gnoccata 2014 non male, ma il carro “delle Campane” pesantissimo trainato da un piccolo asinello è una cosa assurda. Spero che altri si uniscano a questa protesta e nell’edizione pomeridiana possa essere sostituito o affiancato da altri animali». E nell’altro commento di Elisa Marconi si legge: «Complimenti per l’organizzazione. Un solo punto dolente: carro delle campane, pesantissimo, trainato da un solo asinello! Vogliamo dargli una mano nella sfilata di oggi pomeriggio? È qualcosa che fa male a vedere. Se no c’è sempre l'Enpa».

Immediata la replica di Giorgio Torelli, presidente dell’Unione Campanari: «Non è la prima volta che viene utilizzato un asino per il traino del carro, ma non abbiamo mai maltrattato animali. Il carro si fermava di tanto in tanto per permettere ai ragazzi di esibirsi nel loro “spettacolo”. Voglio comunque ricordare che l’Unione Campanari Reggiani è un’associazione senza scopo di lucro, costituitasi nel 2008, che si propone di diffondere la cultura e custodire la tradizione del suono manuale delle campane secondo l’antichissimo sistema reggiano. La tradizione campanaria tramandata dai Campanari Reggiani è la più classica del nostro territorio: domina, infatti, le torri della Provincia da più di 300 anni. L’arte del campanaro è oggi perlopiù sconosciuta, così come la sua figura spesso avvolta nel mistero o deviata da immagini stereotipate che ci arrivano dai rari spezzoni cinematografici sul tema. Chi non pensa subito al celebre episodio in cui don Camillo si improvvisa campanaro per ridurre al silenzio il comizio di Peppone? Essere campanaro significa anzitutto saper fare gioco di squadra, abilità indispensabile. La nostra associazione, inoltre, collabora strettamente con la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, sia per fornire consulenza tecnico-artistica in merito alla conservazione del patrimonio artistico custodito dalle torri campanarie, che per garantire il suono delle campane in occasione delle celebrazioni liturgiche: ad oggi le campane della cattedrale di Reggio Emilia sono suonate unicamente a mano). Prestiamo inoltre servizio nella Torre Civica di Reggio (la torre del Bordello) in occasione di ricorrenze particolari». (m.p.)

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